Israele nega nuovi alloggi per i Palestinesi in Cisgiordania

Il 94 per cento delle richieste di permessi edili avanzate dai palestinesi che vivono nell’area della Cisgiordania controllata da Israele sono bocciate e rispedite al mittente. E’ quanto emerge da un nuovo rapporto di Peace Now, il più grande movimento extraparlamentare israeliano, fondato nel 1978 all’indomani della pace siglata tra Israele ed Egitto, con lo scopo di mantenere costante l’armonia con i vicini arabi.
Il rapporto rivela che dal 2000 ad oggi è stato accordato, in media, un permesso edile ogni 55 ordini di demolizione emanati. Ciò significa che molti dei palestinesi che vivono sotto il controllo di Israele sono costretti a edificare strutture abusive, di cui circa il 33 per cento viene sistematicamente ritenuta illegale dalle autorità.
Dal 1967 nei territori occupati palestinesi sono state demolite illegalmente 18 mila case. Dietro la presunta inadeguatezza delle richieste di nuovi alloggi e la demolizione di quelli ritenuti illegali, Israele perpetua da anni nei confronti della popolazione civile palestinese una sistematica violazione dei diritti umani. Attraverso la confisca delle terre, il sabotaggio delle linee elettriche e dei tubi dell’acqua, la negazione dell’accesso alle scuole, agli ospedali ed ai servizi sociali in generale la popolazione palestinese è privata così di qualunque sovranità, un altro passo verso lo sradicamento del senso di appartenenza di un popolo alla sua terra natale.

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