L’assemblea plenaria del parlamento europeo ha approvato ieri a grande maggioranza una risoluzione che chiede la fine del blocco sulla Striscia di Gaza e lo definisce «un fallimento politico e umanitario». Da Strasburgo, l’Unione europea ha chiesto a Israele di revocare al più presto le misure restrittive.
«Abbiamo accolto con soddisfazione l’appello dell’Unione europea per porre fine alle sofferenze del popolo palestinese» ha detto il portavoce del movimento Sami Abu Zuhri, precisando che la richiesta di fermare il lancio di razzi verso Israele «è direttamente legata all’occupazione, aggressione e assedio del nostro popolo». Il parlamento europeo ha anche chiesto la «riapertura controllata» dei valichi che «garantisca la circolazione delle persone e delle merci», oltre alla fine delle azioni militari «che uccidono e mettono in pericolo i civili nonché alle uccisioni mirate stragiudiziali». Strassburgo ha auspicato «la ripresa della missione europea di assistenza frontaliera a Rafah» e l’aumento della presenza e del ruolo delle forze internazionali nella regione.
Almeno due palestinesi sono rimasti uccisi questa mattina in un raid aereo israeliano nella Striscia di Gaza. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, le vittime erano membri della Jihad Islamica: sono stati colpiti mentre camminavano all’interno del campo profughi di Maghazi. Una portavoce militare israeliana ha confermato l’incursione aerea contro «elementi terroristici».






