La Turchia resta in Iraq per colpire il Pkk

I ribelli curdi turchi del Pkk [Partito dei lavoratori del Kurdistan] hanno affermato di aver ucciso 18 soldati turchi «in imboscate», nella notte di ieri, nel estremo nord dell’Iraq al confine con la Turchia. Secondo le forze armate turche, dall’inizio dell’incursione in Iraq, sono stati uccisi 24 soldati.
Ahmed Danees, capo delle relazioni esterne del Pkk, ha detto all’agenzia stampa irachena Aswataliraq che la prima imboscata è avvenuta quando truppe turche hanno tentato di scalare la cima del monte Shirin ad est della città di al Amadiyah. Negli scontri sarebbero rimasti uccisi 15 soldati di Ankara. Mentre nella seconda, sul monte Dojak, i ribelli del Pkk avrebbero ucciso 3 soldati turchi e ferito altri due.
Secondo Dannees, i ribelli sarebbero riusciti a costringere le truppe turche di ritirarsi dalla zona. Secondo i bilanci dell’esercito di Ankara invece, il numero complessivo dei ribelli curdi uccisi è salito a 230.
Oggi, il premier Recep Tayyip Erdgogan, ha affermato al Segretario della difesa statunitense Robert Gates, in visita ufficiale ad Ankara, che la Turchia non si ritirerà dal territorio nord iracheno prima che non saranno stati colpiti tutti i obiettivi militari.

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