Mentre Walter Veltroni risponde alla lettera della Tavola della pace a proposito di poliche di pace [in cui il leader del Pd si dice favorevole a nuovi interventi militari in altre zone del mondo per portare la pace], anche Peacelink, si è rivolta all’aspirante presidente del consiglio con richieste precise e più radicali: riduzione delle spese militari, iniziative di «peacekeeping» realizzate da civili non armati, diritto all’obiezione fiscale, promozione della cooperazione internazionale. «In che modo le tue ‘politiche di pace’ si distingueranno dall’agenda politica degli altri partiti? – si legge nel testo -. Per la riduzione delle spese militari? Finora anche i governi di centrosinistra le hanno aumentate. Per la riconversione dell’industria bellica e il blocco del commercio di armi verso paesi che violano i diritti umani? Improbabile, visto che Romano Prodi ha dichiarato a nome dell’Italia di voler rompere l’embargo con la Cina».
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