Da una parte il presunto accordo della scorsa settimana che pareva aver dato inizio a un riavvicinamento tra Hamas e Fatah; dall’altra, la carovana «Sport sotto l’assedio» partita sabato scorso, che propone sport e incontri in diverse città e campi profughi. Ci possono essere diversi modi per raccontare cosa accade oggi in Palestina, ma in realtà le violenze contro i palestinesi sembrano ormai un rumore di fondo che non interessa più nessuno.
Con la prima edizione della «Settimana di cultura palestinese. Realtà e memoria», quelli della Provincia di Milano e dell’Arci hanno scelto di utilizzare un altro linguaggio per raccontare la Palestina: è il linguaggio dell’arte, del cinema, del teatro, della letteratura e della musica attraverso diversi eventi in programma fino al 30 marzo. «La Settimana della cultura palestinese che abbiamo promosso come Provincia – dice l’assessore all’Istruzione della Provincia di Milano, Giansandro Barzaghi–non si pone come un evento contro altri eventi già organizzati, né in alternativa alla mostra del libro Torino, ma vuole essere un’iniziativa autonoma in positivo di valorizzazione della cultura palestinese in tutte le sue forme. La cultura in quanto messaggio universale deve essere concepita come superamento in positivo di ogni tipo barriera o muro, per l’affermazione di una propria identità culturale che non deve essere schiacciata nel proprio isolamento e nella propria mancanza di comunicazione con il mondo perché altrimenti produrrebbe niente altro che isolamento e reazione disperata».
L’assessorato all’Istruzione della Provincia, in collaborazione con le autonomie scolastiche, ha promosso, in particolare, un grande coinvolgimento delle scuole superiori di Milano e provincia, attraverso il progetto «Accademia della pace». L’idea, spiegano i promotori, è di portare tra gli studenti un messaggio di pace che non significa solo assenza di guerra e di conflitto, ma anche azione in positivo per il rispetto e il riconoscimento dell’altro «diverso». In questo senso la Settimana della cultura palestinese è parte di un’azione più ampia che l’assessorato all’Istruzione sta portando avanti in tema di pace e di incontro tra culture.
Tra i molti appuntamenti della Settimana, segnaliamo lo spettacolo teatrale «Il Pessottimista» con Mohammad Bakri [tratto da un testo di Emil Habibi], di giovedì sera [ore 21 al Teatro Verdi]; la presentazione del libro di Gianluca Solera «Muri, lacrime e Za’ Tar», un bel modo per raccontare storie di vita della Palestina [presso l’Istituto Superiore Cardan, venerdì alle ore 12]; e ancora l’incontro con Liana Badr, regista e scrittrice [sempre venerdì. ma alle ore 18 al Revel Scalo d’Isola], il concerto di Ramzi Aburedwan Quartett per promuovere un progetto della Fondazione Al Kamandjati [Teatro Verdi, sabato ore 21] o la bella mostra fotografica al Ravel Scalo d’Isola dal titolo «Fotografare l’Esilio», con la quale venti giovani palestinesi guardano sé stessi e il Libano.
Iniziative sono in programma anche domenica 30 marzo, la cosiddetta Giornata della Terra, ricordata in moltissime altre città. Il 30 marzo 1976 infatti gli arabi palestinesi rimasti in Palestina dopo l’occupazione israeliana del 1948, scesero in strada per difendere il diritto alla loro terra, affrontando a mani nude i carri armati: furono uccise sette persone, altre decine furono ferite e centinaia arrestate. A Milano, la Giornata delle Terra prevede l’incontro al Teatro Verdi [ore 16,30] intitolato «Realtà e memoria» con performance letteraria e teatrale di Liana Badr, Ibrahim Nasrallah e Wasim Dahmash. A seguire, spettacolo teatrale «Uomini sotto il sole», con Benedetta Laurà e Rhapsodija Trio; in serata, infine. cena palestinese [occorre prenotarsi chiamando il numero di telefono 02 6880038]: alla serata partecipa anche Zaidan Mohammed, direttore del Centro di ricerca e monitoraggio dei diritti umani in Israele.
Tags assegnati a questo articolo: Palestina






