Si chiama «Sport sotto l’assedio» ed è la carovana che da quattro anni sostiene la lotta dei palestinesi contro il Muro e l’occupazione israeliana. Dal 22 marzo scorso, 101 atleti stanno percorrendo le strade della Palestina «con gli scarpini ai piedi». Si tratta di un «progetto che nasce dal basso, dalle curve degli stadi di calcio, dalle palestre popolari e dai centri sociali», dicono gli organizzatori. Negli ultimi due giorni, la carovana ha prima fatto tappa all’università Al Quds di Abu Dis e poi nel villaggio di Jayyus, dove ha incontrato una delegazione della campagna «Stop the Wall», che ha definito la situazione della Striscia di Gaza «una vera e propria prigione a cielo aperto». Al villaggio di Jayyus, la carovana ha potuto vedere le conseguenze materiali del Muro della vergogna: la confisca delle terre con gli alberi di olivo, prima risorsa economica degli abitanti della zona.
«Le condizioni degli spostamenti sono tremende – raccontano dalla Palestina – Ogni giorno siamo costretti a passare per strade tortuose per evitare gli infiniti controlli dei militari israeliani ai check point».
Di questo e di altro si parlerà stasera al centro sociale Corto Circuito, a Cinecittà [via Filippo Serafini 57]: dalle 22, collegamenti video con la Palestina e racconti degli atleti al giro di boa della carovana.
www.sportsottoassedio.it






