Ricordate l’invito di qualche giorno fa dei dirigenti del Pd a mobilitare le «truppe di terra» per il rush finale della campagna elettorale? Detto-fatto: domenica 30 marzo ci sarà il «Democratic Day». Si annunciano dodicimila i «punti d’incontro», tanti quanti i seggi delle primarie del 14 ottobre, e verranno allestiti negli stessi luoghi, in tutte le 110 province e nei 6 mila e più comuni con un impegno di 100 mila volontari insieme ai candidati e ai leader del Pd. Obiettivo dell’iniziativa, spiegano dal Pd, è quello di mobilitare «almeno un milione di volontari per le ultime due settimane di campagna elettorale, per convincere quei cittadini ancora indecisi, che sono circa il 20 per cento, che sono i nostri vicini, amici e parenti». Verrano distribuiti 20 milioni di volantini, 4 milioni di adesivi e altro materiale tra cui un vademecum nel quale verranno riportate le «12 azioni per cambiare l’Italia». «Puntiamo alla rimonta finale–dice Ermete Realacci, responsabile Comunicazione del Pd–Per far sì che tutti i cittadini siano parte attiva della campagna elettorale, il Pd ha messo in campo una spinta partecipativa che non si vedeva da molti anni. Un milione di volontari disponibili a impegnare il loro tempo alla campagna elettorale del Pd nelle ultime due settimane prima del voto». I ministro per i rapporti con il parlamento Vannino Chiti si dice «convinto che il Pd abbia la possibilità’ di vincere le elezioni». Ai giornalisti che gli chiedevano di possibili forme di «desistenza» con la sinistra, Chiti ha risposto che «è il Pdl che chiede di votare un po’ per l’Udc».






