Giornata di sangue, oggi, in Iraq. Questa mattina, nella città di Ramadi – a pochi chilometri da Baghdad – un attentatore suicida, alla guida di un’auto-bomba, si è fatto esplodere in un ristorante uccidendo 13 civili e ferendone altri 14. Lo ha annunciato il capo della polizia locale al Yousef. La città di Ramadi è stata a lungo roccaforte della guerriglia sunnita contro le truppe americane, ma nell’ultimo periodo non era più interessata dai combattimenti. A Baghdad un’auto-bomba ha ucciso 4 civili e ne ha feriti altri 15. La polizia irachena, che ha diffuso la notizia, ha specificato che l’attentato era diretto contro una pattuglia delle forze dell’ordine. Sempre nella capitale, questa volta a Sadr city, dove è più forte la presenza di miliziani vicini ad Al Sadr – il leader sciita e nazionalista intorno al quale si raccoglie la più consistente opposizione al governo filo-Usa di al Maliki – 4 miliziani sono rimasti uccisi e 15 feriti in scontri a fuoco con le truppe governative. Nell’area di Sudayrah, nei pressi di Sadr city, un attacco aereo delle truppe statunitensi ha ucciso altri 6 miliziani. Secondo la polizia irachena nell’attacco sono stati uccisi anche 2 bambini, ma le truppe Usa smentiscono. Secondo il generale Steve Stover le truppe statunitensi hanno anche ucciso 4 miliziani che lanciavano granate contro un carro armato. Incerto, invece, il numero delle vittime di un’auto-bomba esplosa vicino al tribunale di Baquba, a nord-est di Baghdad. Potrebbero essere 40, mentre 80 sarebbero i feriti. A Mossul 5 donne e un uomo sono stati uccisi da uomini armati che hanno fatto irruzione nella loro casa.






