Secondo l’edizione di oggi del quotidiano kuwaitiano Awan, che cita fonti ufficiali di Baghdad, per impedire il rientro dei miliziani sciiti dell’esercito al Mahdi, il governo iracheno avrebbe deciso di «recintare» Sadr City il grande sobborgo sciita orientale della capitale, dove vivono due milioni di persone.
«I lavori per realizzare il progetto di recintare Sadr City, in realtà, sono cominciati da alcuni giorni soprattutto dalla parte orientale del sobborgo», si legge sul giornale. La misura mira, «dopo il successo delle ultime operazioni di sicurezza che hanno ripulito il sobborgo, ad impedire agli uomini appartenenti a milizie armate di rientrare». Altri fonti governative hanno confermato al foglio kuwaitiano che il governo al Maliki «sta lavorando per la costituzione di comitati di risveglio» sciita in Sadr City, roccaforte fino a poco tempo fa delle milizie dell’esercito al Mahdi.
Intanto è salito a 50 morti e 35 feriti il bilancio dell’attentato kamikaze compiuto questa mattina all’interno della camera ardente dello sceicco Karim Mashid, nel villaggio di Albu Muhammad, nella provincia di Diyala. E si temono nuovi attacchi kamikaze nelle altre città della zona sunnita, teatro di una lotta tra le tribù fedeli al governo di Baghdad e i terroristi di al Qaeda.
Il capo tribù per il quale era in corso il funerale era stato ucciso ieri insieme a due suoi figli, tutti esponenti di primo piano del clan degli Sheikh Farghu, ritenuto membro dei «Consigli del Risveglio», le milizie create dal governo iracheno per combattere al Qaeda.






