La giornata di ieri ha lasciato nella striscia di Gaza non meno di ventuno morti, compresi tre soldati, due bambini, una dozzina di civili e un cameraman palestinese della Reuters. L’aviazione israeliana ha lanciato missili contro il campo profughi di al-Burey, durante i combattimenti con i militanti di Hamas. In realtà, fra i corpi delle vittime solo tre erano di miliziani armati, gli altri erano tutti civili.
Fadel Shana è stato ucciso dalle schegge prodotte da un proiettile israeliano: si trovava su un veicolo non blindato, con le insegne della stampa ben visibili, e stava riprendendo le immagini degli scontri. Il referto medico di oggi ha confermato le cause del decesso. Questa mattina ci sono stati scontri anche in Cisgiordania, dove sono morti un palestinese e un ragazzo di 16 anni. Ieri sera il Segretario generale dell’Onu Ban-Ki-Moon ha stigmatizzato le violenze a Gaza e nel sud di Israele, ricordando al premier israeliano Olmert l’obbligo di rispettare il diritto umanitario internazionale.






