Si è concluso verso le 13 il presidio organizzato dall’assemblea «Free Palestine» contro la Fiera del Libro di Torino che si è svolto questa mattina in una via parallela a quella del Lingotto, sede della kermesse libraria che quest’anno ha Israele come paese ospite. Gli organizzatori hanno voluto dedicare un’attenzione particolare alla letteratura israeliana che «si è conquistata uno spazio sempre più vasto nel favore dei lettori europei, e in particolare italiani, per la sua capacità di coniugare il senso delle radici con una speciale attenzione per ’l’altro’, affrontando con coraggio i conflitti e le contraddizioni che lacerano le società contemporanee e che si riflettono esasperate nel microcosmo medio-orientale».
La manifestazione di questa mattina, con bandiere palestinesi e con uno striscione, si è svolta in modo pacifico. Un paio d’ore prima, alcuni contestatori , hanno tentato di esporre uno striscione nel piazzale antistante il Lingotto, sede della manifestazione. Il gruppo è stato allontanato dalla polizia che lo ha fatto spostare di qualche centinaio di metri, in una via limitrofa. Sullo striscione c’era la scritta «No al colonialismo sionista, stato unico per arabi e ebrei in Palestina. Boicotta Israele, boicotta la Fiera del libro 2008». «Siamo in una situazione vergognosa–ha dichiarato Anna Musini, dell’assemblea Free Palestine–stanno restringendo gli spazi di democrazia. E’ gravissimo che Israele possa tirare fuori i suoi simboli e la Palestina no».
Intanto, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano inaugurava la Fiera del libro e riaffermava la legittimità dela scelta di ospitare Israele, una scelta, ha spiegato Napolitano, «che coincide con la nascita sessanta anni fa di questo Stato deliberata dall’assemblea delle Nazioni Unite. Non c’e nulla che possa essere contestato» della presenza di Israele alla manifestazione culturale dopo le polemiche dei giorni scorsi. «L’opposizione alla presenza di Israele alla Fiera del libro stravolge politicamente e culturalmente l’evento–afferma ancoraq Napolitano–Non c’è dialogo se si nega ad Israele il diritto di esistere». Ma il capo dello stato dice anche che il diritto di esistere di Israele «deve combinarsi con il diritto del popolo palestinese ad avere il suo stato». Poi breve visita agli stand dove Napolitano firma una copia del Riformista con la bandiera di Israele che gli porge un esponente del Pd. Le parole di Napolitano sono «ottime e chiare» per Piero Fassino, mentre il cardinal Poletto le definisce «molto equilibrate». Entusiasta del discorso anche Sergio Marchionne: per l’amministratore delegato del gruppo Fiat, quello di Napolitano «un bellissimo discorso». Dopo la cerimonia inaugurale inapoolitano ha girato i padiglioni sostato presso alcuni stand. Poi è entrato nello stand di Israele dove, tra autorità con la kippà, bandiere con la stella di David e spille con i vessilli di Italia e Israele, ha ritirato una copia del libro di Fiamma Nierenstein «Israele siamo noi» e ricevuto in regalo dall’ambasciatore in Italia Gideon Meir una penna stilografica dedicata ai sessant’anni dello Stato ebraico.
Per sostenere il boicottaggio della Fiera e manifestare la propria protesta, il Forum Palestina, alcuni centri sociali torinesi e altri gruppi antagonisti hanno indetto una manifestazione per sabato 10 maggio, intitolata «Da che parte stare noi lo sappiamo». La questura ha autorizzato il corteo, che partirà alle 15 ma che non potrà avvicinarsi a più di 200 metri al Lingotto. La tensione pare creata ad arte, soprattutto dopo che alcuni manifestanti mascherati hanno bruciato due bandiere israeliane, lo scorso 1 maggio, ma i manifestanti fanno sapere di non aver nessuna intenzione di forzare la mano.






