Campi militari estivi della durata di un mese o due per imparare i «valori di identità nazionale, di amore per la patria, di attaccamento alle nostre tradizioni e alla nostra cultura, di senso di responsabilità». È la proposta del ministro della difesa Ignazio La Russa per «l’italica gioventù». La proposta è stata avanzata alla vigilia della festa della Repubblica, ma la notizia era passata inosservata. La Russa ci sta ancora pensando su, ma l’idea fondamentale è questa: i ragazzi tra i 18 e i 25 anni potrebbero impiegare, su base volontaria, una parte delle vacanze facendo vita militare, addestrandosi «militarmente ma soprattutto moralmente» per imparare i «valori delle forze armate», cioè «l’amore per la Patria e il rispetto per la gerarchia». Da segnalare l’obiezione del governo ombra ai sogni paramilitari di La Russa. «Già non riusciamo a garantire un inserimento a quei giovani che, finito il servizio come volontari, vorrebbero restare inquadrati e invece diventano ‘precari’ militari», ha dichiarato Roberta Pinotti [Pd], omologa di La Russa nel governo ombra. Di precarietà si parla sempre al momento sbagliato.
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