A Mattarello, sobborgo a sud di Trento, vogliono costruire un’altra base militare. Buona parte della popolazione, come raccontato nei giorni scorsi su Carta.org, però non ci sta e si oppone. Organizza un comitato, prepara una manifestazione e scende in piazza. L’evento, pacifico, viene intralciato e 36 persone ricevono una denuncia. Il comitato non demorde. Ieri, i cittadini, organizzano un corteo, con pentole e fischietti per farsi sentire. «Una situazione paradossale – dice Federico Zappini, del centro sociale Bruno – da una parte, in piazza, c’erano i cittadini che chiedevano la sospensione dei lavori e dall’altra, mentre la popolazione manifestava il proprio dissenso, la costruzione della base continuava… una totale assenza di tatto». Alle 17 i cittadini s’incontrano con il sindaco Pacher per consegnargli le circa mille firme raccolte contro la base e chiedere la sospensione dei lavori appena cominciati. Il sindaco alza le mani, spiegando che il Comune non dispone di nessun mezzo per fermare la realizzazione del nuovo polo militare. Le decisioni vengono dall’alto, non si può far niente. «Un buon sindaco – dice Zappini – dovrebbe ascoltare i suoi cittadini, è stato eletto per questo. Dovrebbe essere il portavoce della popolazione invece di lavarsene le mani». Per stasera, a Mattarello, è prevista un’altra iniziativa. I cittadini, a differenza del sindaco, hanno scelto.
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