Centinaia di civili pachistani stanno fuggendo dai villaggi del Nord Waziristan per paura di un imminente massiccio attacco della Nato, che da giorni sta ammassando truppe e mezzi a ridosso del confine. Secondo Peacereporter, le forze armate pachistane sono state messe in stato di massima allerta, e i capi tribali pashtun minacciano una resistenza popolare di massa in caso di attacco.
Intanto il Comando della coalizione multinazionale a guida Usa in Afghanistan ha ammesso l’uccisione di almeno otto civili nel corso di un bombardamento aereo sul distretto di Bakwa, nella provincia sud-occidentale di Farah, dove martedì una bomba lanciata su una casa ha provocato la morte di cinque bambini e quattro donne. Il raid, si ammette in un comunicato, scattò su richiesta di truppe di terra della coalizione, il cui convoglio fu attaccato a raffiche di mitragliatrice pesante mentre stava percorrendo una strada del distretto, dalle case circostanti partì poi un intenso fuoco di sbarramento, che richiese l’intervento dell’aviazione per essere stroncato. Il ripetersi di casi di attacchi contro la popolazione afghana ha inasprito i rapporti tra il governo del presidente Hamid Karzai e la coalizione. Secondo la polizia locale ci sarebbe stata una nuova incursione di aerei stranieri nella provincia occidentale di Herat, provocando almeno quattro morti e diciassette feriti. Oggi il segretario alla difesa Robert Gates ha annunciato che si sta studiando come inviare più soldati in Afghanistan. Il capo del Pentagono lo ha annunciato nella stessa conferenza stampa in cui il capo di stato maggiore, l’ammiraglio Michael Mullen ha anticipato che raccomanderà alla Casa Bianca «ulteriori tagli» in Iraq dove la sicurezza «senza alcun dubbio è significativamente migliorata». Al momento in Afghanistan ci sono 36 mila soldati Usa contro i 150 mila schierati in Iraq.






