Prima di raggiungere la carovana del nord-ovest domani a Verona, per proseguire insieme verso Firenze e Roma [4-5 ottobre], la Carovana missionaria della pace del nord-est si è fermata ieri e oggi a Vicenza.
La tappa è molto simbolica: si svolge a pochi giorni del referendum sulla costruzione della nuova base. Ed è proprio oggi che il commissario di governo Paolo Costa ha annunciato che l’area è stata messa a disposizione degli Usa e che, in conseguenza, la consultazione di domenica prossima è «inutile». Un commento che suona proprio paradossale, considerando il motto della carovana «liberare la parola».
Questa «parola», spiega don Luigi Di Piazza [del centro d’accoglienza Ernesto Balducci di Zugliano, provincia di Udine, uno degli invitati agli incontri della Carovana a Vicenza] è pensata prima di tutto nel senso cristiano. «Ogni cristiano non può non essere per la pace», dice Di Piazza, come dimostra il protagonismo di molti credenti nella mobilitazione dei No Dal Molin di questi mesi. Ma nel contesto vicentino, la «parola» è anche quella dei cittadini. Il referendum è «un momento importante per la gente, un segno positivo, democratico. Anche se non ha valore politico riconosciuto, ha un vero valore etico e culturale enorme». Questa sera l’appuntamento è alle 20,30, con una fiaccolata che parte dalla gendarmeria europea per raggiungere l’area dell’aeroporto Dal Molin.
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