I blocchi di Vicenza

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I blocchi sono iniziati ieri alle 22 ed erano largamente annunciati. Avevamo dato un ultimatum di 7 giorni al commissario straordinario Costa, dicendo che avremmo permesso la bonifica dell’area solo per ricavarne un parco. Era una provocazione, sapevamo che non ci avrebbe risposto. Così abbiamo creato due blocchi: uno all’entrata della base, l’altro davanti all’aeroporto civile. Io ero al primo, dove è stato investito Francesco Favin. Ci stavamo dirigendo in piccoli gruppi verso l’entrata. Una macchina ha chiesto di passare. Gli è stato risposto che più avanti avrebbe incontrato un blocco. Per tutta risposta il guidatore ha accelerato e ha centrato Francesco, che è stato sbalzato sul cofano e poi in terra. La macchina si è dileguata all’interno della base. Francesco ha battuto la testa ed è stato portato in ospedale, dove si trova ancora. Oggi è stato trasferito a neurologia.
Ma i presidi sono continuati. Siamo stati all’addiaccio tutta la notte, fino a stamattina, quando sono arrivati altri a darci il cambio. L’obiettivo di bloccare la bonifica è stato raggiunto: nella base è entrato solo il personale, militare e civile, ma non gli operai. Resisteremo fino a venerdì sera.
A parte qualche momento di tensione il clima è abbastanza buono. La gente ci sostiene, nel resto d’Italia, con manifestazioni, qui ci portano il thè caldo all’alba.
Resta l’amarezza per Francesco. Il guidatore dell’auto è stato identificato e interrogato dalla polizia. Pare sia un sergente maggiore. Evidentemente ha perso il lume della ragione. Siamo convinti che si tratti di un fatto isolato. Ma chiediamo che questa persona paghi. Non è ammissibile che con tanta leggerezza si possa rischiare di far perdere la vita a qualcuno.

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