È arrivata domenica, accolta da un caldo tropicale, la delegazione di 101 atelete e atleti di Sport Sotto l’assedio, che sta dando vita ad un torneo di calcio nei territori palestinesi che vedrà coinvolte squadre della striscia di Gaza e della West Bank e si concluderà il 30 marzo. All’alba del 23 la carovana si è vista negare dalle autorità palestinesi, ufficialmente per motivi di sicurezza, l’accesso a Gaza, che pure era stato richiesto da tempo. «L’unica sicurezza che il governo israeliano vuole – hanno scritto gli atleti – è quella di perpetrare la sua politica di occupazione criminale». Dopo 5 ore di attesa alla «frontiera» di Erez anche la richiesta di far entrare una delegazioni ridotta è stata rifiutata. I militari israeliani hanno anche impedito la partita improvvisata fuori dal checkpoint e le proteste messe in atto dalla carovana. Dato che il divieto di accesso a Gaza pare definitivo, ieri la delegazione di Sport sotto l’assedio ha visitato Hebron, dove la presenza di coloni israeliani rende la vita difficilissima ai palestinesi. Dopo la visita è stata disputata la prima partita allo stadio Al Khader, in un villaggio vicino Betlemme: «La nostra presenza è stata accolta da grande entusiasmo, soprattutto dai bambini presenti esaltati dai giocolieri e dai musicisti della carovana che hanno rallegrato l’atmosfera», scrive la delegazione. www.sportsottoassedio.it






