Il vangelo secondo i Maya
Nel 1974 il governatore del Chiapas promosse un Congresso indigeno. Pensava, il governatore, a un meeting accademico. Fu probabilmente allora che la Lettera pastorale di monsignor Samuel Ruiz da “indigenista” divenne indigena: non serviva, insegnare la lingua castigliana, per emancipare ed evangelizzare, ma bisognava imparare le lingue di quei “soggetti” indigeni e conoscerne le culture. Nell’agosto del 1933, in risposta al saluto di Giovanni Paolo II in visita nello Yucatan,…
Disarmiamoli
Oggi i bambini soldato nel mondo sono più di mezzo milione, reclutati nelle forze armate governative, nelle milizie civili, nei gruppi paramilitari e nei gruppi armati non governativi. Il “Global Report on Child Soldiers” è lo studio più completo e dettagliato sulla loro condizione e distribuzione geografica. Poco sorprende scoprire che la loro presenza è particolarmente significativa nei paesi del sud del mondo, ma i paesi industrializzati sono compresi nella…
La gente della Philadelphia road
Voi, miei coetanei, che avete visto le nostre città distrutte da una guerra ormai lontana nel tempo (ma come vicina, in certi sogni, all’improvviso), e cono-scete l’odore acre delle macerie, l’atroce insensatezza di un muro su cui stava ancora appesa una fotografia in cornice, lassù dove non potevate più salire; e voi, anziani e meno anziani, che avete lavorato e lavorato per avere una casa vostra e, per comprarla, avete…
L'elmo di Scipio
Si prospettano funerali di stato per la salma del povero Quattrocchi. Fini dice che ciò gli è dovuto a causa della sua ultima frase (che lo avrebbe reso simile a un militare/eroe). Noi non sappiamo se la frase è stata detta, e quale fosse in realtà: l’ha detto la televisione e tanto deve bastarci. Certo non faremo barricate e blocchi stradali per impedire delle esequie solenni: permettiamoci, almeno, un paio…
Fallimento russo in Cecenia
Era già un po’ di tempo che sulla stampa nazionale non si sentiva parlare di Cecenia, guerra ed occupazione dimenticata visto l’incalzare di notizie dall’Iraq. Anche prima, però, non si sono spese molte parole; certo qualche ilarità aveva suscitato il Presidente del Consiglio con una delle sue classiche berlusconate quando aveva garantito lui per Putin che in Cecenia tutto andava bene e di violazioni dei diritti umani neanche a parlarne….
Donne e guerra
“Donna occidentale con maschio iracheno al guinzaglio”: sembra il titolo di un quadro, magari di uno di Francisco Goya. Non lo è. E’ una foto, invece. Una foto non ritoccata, una di quelle emerse ad aprile, grazie a un servizio della Cbs. Una di quelle che hanno raccontato al mondo ciò che, per mesi, è successo tra le mura della prigione irachena di Abu Ghraib. I soldati Usa torturavano i…
Formule
I diplomatici statunitensi sono bravissimi a inventarsi formule. Sintetiche, efficaci, lapidarie. Quella per che spiega il “passaggio di sovranità” del prossimo 30 giugno è “full transfer, limited exercise”. Più o meno: “Pieno trasferimento, esercizio limitato”. Cioè, un pieno trasferimento di sovranità limitata. Nelle materie e nei modi su cui avrà competenza, il nuovo governo provvisorio iracheno sarà “sovrano” ma queste materie saranno limitate. Berlusconi questo non lo ha spiegato, giovedì…
Europa in movimento
Con l’allargamento dell’Unione europea ai dieci paesi dell’est europeo diventano 450 milioni le cittadine e i cittadini direttamente interessati da quelle che saranno le direzioni che il processo di unificazione europea intraprenderà. La dimensione europea è d’altronde uno dei luoghi fondamentali dentro i quali si giocheranno le possibilità per il movimento antiliberista internazionale di mutare l’attuale scenario di dominio mondiale e di produrre alternative concrete per la fuoriuscita dal modello…
La strage di Rafah
Adesso aspettiamo che ci spieghino in che modo i 23 palestinesi [tra i quali, secondo un quotidiano israeliano, dieci bambini], uccisi a Rafah, Gaza, dai missili degli elicotteri e dalle cannonate dei carri armati di Sharon, siano da considerare “terroristi”. Persone, cioè, a cui è applicabile – secondo i parametri ormai correnti di eserciti, governi e media occidentali – una pena di morte rapida, sia seppellendoli sotto le case abbattute…
Bush stop
La guerra continua ad aggiungere orrore ad orrore, in una escalation che pare senza fine e che coinvolge ormai pienamente la missione italiana. Il Comitato Fermiamo la Guerra esprime il suo cordoglio ai coraggiosi genitori di Matteo, 23 anni, morto ieri in Iraq, ribadendo la solidarietà alle popolazioni irachene per le decine di caduti a Nassirya e le migliaia di vittime dell’occupazione in tutto il paese. In questo quadro sempre…
Bugie
Il nome di Matteo Vanzan si aggiunge a quelli dei caduti di Nassiriya. Con una differenza importante. A novembre l’attacco contro la base italiana venne presentato come un “attentato”, come un’operazione di “terrorismo”. Adesso, Vanzan è morto facendo quello che i soldati fanno: combattendo. Il padre del giovane lagunare ha raccontato che suo figlio era andato in Iraq convinto di partecipare a una missione di pace. Probabilmente è, o meglio…
Le trombe e le campane
“Voi suonate le vostre trombe, noi suoneremo le nostre campane”. Se lo poteva dire Pier Capponi a Carlo ottavo, possono tranquillamente ripeterlo oggi i due opposti “schieramenti” televisivi. Così, la testimonianza della vedova di Massimiliano Bruno, prima rilasciata al Tg3, poi rettificata e infine, in un crescendo di drammatizzazione, completamente sconfessata a Porta a porta, diventa facile metafora dello stato di salute dell’informazione. Peccato che non ci siano né trombe…
Prove per un colloquio afroeuro
Jean-Léonard Touadi, il miglior giornalista afroitaliano, una testa veramente pensante della diaspora in Europa, ha scritto sul numero di aprile della rivista comboniana Nigrizia l’articolo “Roma l’africana” e poco dopo un breve saggio inviato ad alcune mailing-list on line, poi pubblicato su www.carta.org con la data 20 aprile 2004, “Il destino dell’Africa non può e non deve essere messo nelle mani degli altri”. Soprattutto in questo ultimo testo JLT propone…
Il terzo movimento
La vita di Carta è un piccolo tassello del movimento altermondialista [o antiliberista o movimento dei movimenti, ecc.]. Dal 1998, anno in cui fu pubblicato un foglio con quella testata, abbiamo fatto dipendere le nostre scelte da quel che ci pareva di capire dello stato del movimento, cioè della ampiezza e coerenza della sua «narrazione del mondo». Al principio, denominammo «cantieri sociali» le forme di aggregazione che ricostruivano nesso sociale….
Sulle montagne ci sei tu. Intervista a Moni Ovadia
Uomo di teatro e di grande cultura, ricercatore e poliedrico interprete di un’antica tradizione, politicamente impegnato per “un’utopia realizzabile”. Laura Tussi ha interpellato per Carta, Moni Ovadia, il “saltimbanco” teatrante dell’identità culturale e popolare Yddish ebraica. Il suo parere circa “Il Calendario del Popolo”, rivista che compie 57 anni, nasce dal movimento della Resistenza antifascista, rivista che veniva letta sia dal bracciante, operaio, contadino, che dal docente universitario; quale atteggiamento…
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