Ora basta

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Arriva un momento in cui bisogna dire basta. Il ministro Ferrero chiede una «verifica di maggioranza» sul voto con cui un paio di «alleati» hanno affondato la Commissione d’inchiesta parlamentare su Genova. Era, la Commissione, parte del programma sulla base del quale l’Unione ha chiesto voti non solo agli elettori di Di Pietro e Mastella, ma anche alle 300 mila persone che erano a Genova, nel luglio del 2001. E anche a tutti coloro che a Genova non c’erano, ma pretendono chiarezza.
Ammesso anche che non tutte le colpe ricadano su poliziotti e carabinieri cha hanno lanciato gas tossici, picchiato indiscriminatamente, aggredito alcune decine di persone che dormivano in una scuola, torturato altre decine in una caserma, ammesso che anche dall’altra parte ci fosse della violenza, quel che effettivamente è accaduto da allora è che: a] il responsabile della gestione dell’ordine pubblico, il capo della polizia De Gennaro, è stato promosso a capo di gabinetto del ministro degli interni del centrosinistra; tutti i suoi collaboratori sono stati promossi; l’omicidio di Carlo Giuliani è rimasto impunito; gli agenti che hanno massacrato persone inermi alla Diaz e torturato a Bolzaneto, che hanno mentito e fatto sparire le prove, rischiano condanne lievi che saranno cancellate dalla prescrizione; i 25 manifestanti rischiano condanne enormi, per le quali non c’è prescrizione, grazie al reato di «devastazione e saccheggio», varato contro gli sciacalli durante i bombardamenti nell’ultima guerra, e mai applicato.
Genova resta una ferita aperta e grava sulla democrazia come una minaccia. Il dileggio che ha accompagnato l’imboscata parlamentare sulla Commissione d’inchiesta sono un insulto. Se la «sinistra radicale» ha una morale che non sia il galleggiare nel governo e nella maggioranza, deve urgentemente fare qualcosa di netto. Un tale governo non merita di continuare ad esistere.

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