Il Forum sociale mondiale 2008 si presenta in una forma atipica, come già annunciato alla conclusione dell’ultimo incontro mondiale in Kenia: il 26 gennaio sarà infatti la Giornata d’azione globale, con una fitta rete di iniziative e incontri promossi in più di ottanta paesi. Secondo il quotidiano «Il Riformista», questa sarebbe una prova della debolezza del movimento dei movimenti, ma il Comitato italiano del social forum smentisce nettamente: Raffaella Bolini, nell’illustrare gli appuntamenti, dichiara che «basta guardare i numeri, saranno più di 700 le iniziative indette da oltre mille associazioni in tutto il mondo». L’elenco degli appuntamenti è lunghissimo e disponibile sul sito www.wsf2008.net : si va dall’Afganistan fino all’Uzbekistan, passando per tutti e cinque i continenti. Tante le iniziative negli Stati Uniti, dove la società civile locale si esprimerà sia sulla situazione interna che sulla politica estera del quasi ex presidente George Bush. In Messico, le manifestazioni altermondialiste coincideranno con il summit dei capi di stato dell’America latina; in Africa, già da dicembre la società civile è mobilitata contro i famigerati Epa, che sono al centro di molte delle iniziative del 26. Molti incontri e, com’ è tradizione del Social forum, molti temi: beni comuni, migranti, pace, razzismo, ecologia, diritti umani, nessun ambito di impegno è stato tralasciato. Sempre Bolini sottolinea come questa edizione del Social forum indichi la maturità del movimento dei movimenti: «Non stiamo organizzando un evento ma continuiamo un processo, che permetta al movimento di proseguire e rafforzarsi», ha detto durante la conferenza stampa di presentazione della Giornata, martedì mattina all città dell’Altra economia, a Roma. Durante la conferenza stampa è stato sottolineato più volte come in questa occasione i movimenti altermondialisti abbiano prova di maturità e capacità di organizzazione: la delocalizzazione delle iniziative mondiali ha reso necessario uno sforzo di relazione e un impegno maggiore per promuovere un calendario tanto ricco. Un esempio di uso sociale della tecnologia che è anche un buon viatico per il prossimo Fsm «classico», a Belem, nell’Amazzonia brasialiana, nel 2009.
Su tutti gli incontri, particolarmente significative saranno le azioni previste nelle zone di guerra, partendo dall’Iraq e la Palestina: come ha ricordato Mustafa Bargouthi della Palestinian national iniziative, in collegamento grazie alla rete di radio comunitarie Amisnet, «la situazione a Ramallah e soprattutto a Gaza è drammatica, mancano i servizi essenziali, l’acqua, il cibo, la corrente elettrica. Nonostante ciò, il 26 gennaio ci impegneremo insieme ai pacifisti israeliani, che stanno organizzando una carovana di aiuti. Chiediamo ai paesi europei di boicottare la vendita di armi».
In Italia, le proposte saranno 150 su tutto il territorio. La scelta dei movimenti è stata di attivarsi in molte iniziative, piuttosto che convergere su pochi momenti, per cui questa settimana e la prossima si parlerà delle lotte e delle proposte dal basso. Secondo Piero Bernocchi dei Cobas, «il Social forum è ormai un’Internazionale a livello globale, che propone un mondo migliore perché ha le capacità e le conoscenze per farlo. Questo movimento non può più scindersi, può solo crescere; il fatto di non avere un centro, uno stato guida è la sua forza». Tra le manifestazioni italiane, diverse saranno contro la guerra e per il disarmo, promosse dal Patto permanente contro la guerra e dalla rete Lilliput; tante anche le mobilitazioni di sostegno agli operai della Thyssen Krupp, alle comunità rom ed ai migranti, in concomitanza con la Giornata della memoria del prossimo 27 gennaio.
Rientra nelle iniziative italiane anche se prevista per il 2 febbraio la manifestazione di Cosenza, promossa per sostenere le persone accusate nei processi per le contestazioni al vertice del G8 a Genova nel luglio del 2001 e contro il Global forum di Napoli, due mesi prima.
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