E’ già campagna elettorale. Walter Veltroni, che da sindaco di Roma si è costruito un’esperienza in fatto di nastri tagliati, ha inaugurato la corsa verso le elezioni ospite da Enrico Mentana a «Matrix». In quella sede, il candidato del Pd ha ribadito che il suo partito «correrà da solo» e ha chiuso all’accordo tecnico che sollecitavano i partiti della sinistra. Cosa che comincia a seminare qualche nervosisimo nelle destre. Oggi ci sono state schermaglie tra i «circoli della libertà» e Forza Italia, e le micro-formazioni di estrema destra hanno reclamato un posto.
Dalle parti della sinistra hanno reagito alle dichirazioni di Veltroni ribadendo la candidatura a premier di Fausto Bertinotti e lanciando messaggi di sfida al Pd. «Se il conflitto di interessi di Berlusconi non è stato risolto non è colpa nostra, bisogna chiedere al Partito democratico. Noi siamo stati quelli che in tutte le sedi abbiamo chiesto di affrontare questo problema–ha detto stamattina il capogruppo di Rifondazione comunista alla camera Gennaro Migliore- Ho paura di un eventuale accordo dopo voto tra Forza Italia e Pd? Qualcosa nell’aria c’è, ci sono molti appelli al ‘vogliamoci bene’ per questo penso che noi saremo l’unica opposizione forte al centrodestra».
La «Sinistra arcobaleno» in una lettera aperta a maggioranza e opposizione ha anche sollecitato l’approvazione «immediata» di un emendamento al decreto legge sul taglio delle tasse ai lavoratori dipendenti. «Bisogna redistribuire subito l’extragettito a lavoratori dipendenti e pensionati–sottolinea Titti Di Salvo, capogruppo di Sinistra democratica alla Camera- La politica agisca con responsabilità la politica non deve dimenticare le esigenze dei cittadini. Non possiamo pensare soltanto alla campagna elettorale, mentre le recenti indagini della Banca d’talia e dell’Istat dimostrano che le famiglie italiane si trovano in una situazione drammatica e non riescono ad arrivare alla fine del mese». Per questo, dice Di Salvo «il problema salariale non può più aspettare».
Come da copione, sono cominciate anche le schermaglie a colpi di sondaggi. Nando Pagnoncelli dell’istituto Ipsos, lasciando oggi la sede del Partito democratico dopo un incontro con il segretario Walter Veltroni, ha detto: «I sondaggi confortano Veltroni nella scelta di andare da soli. Il Pd in solitario riscuote l’attenzione degli elettori e abbatte il muro tra i due schieramenti. E’ un partito nuovo, moderato, giovane, che rompe quel vecchio equilibrio e può muovere di più i flussi elettorali. Andando solo, il Pd pesca in quella ‘zona grigia’, quella degli indecisi e degli insoddisfatti che sono ben un terzo del corpo elettorale e, a differenza del 2006, si tratta per lo più di elettori del centrosinistra. Inoltre, in questo modo scatta il ‘voto utile’ e strategico degli elettori di sinistra e su questo abbiamo indicazioni. Il Pd pesca anche tra i moderati del centrodestra, perché è una cosa nuova che non si presentà più come un partito antiberlusconiano, che è un collante importante ma un po’ spuntato».
Per il verde Alfonso Pecoraro Scanio, invece, senza il Partito Democratico la «sinistra arcobaleno» arriverà «quasi al 15 per cento», mentre «con il Pd crolliamo all’8-9 per cento». «Abbiamo deciso un’alleanza che punta a superare il 10 per cento, ma anche a sfidare in positivo il Partito democratico, dimostrando che in Italia c’e’ ancora spazio per una sinistra ambientalista, laica, con forti capacita’ di parlare al popolo della sinistra», ha poi spiegato il ministro dell’ambiente uscente. In questo clima, nonostante tutto, i segretari della sinistra domani incontreranno Veltroni: «Serve valutare fino in fondo se ci sono le condizioni per rielaborare una nuova alleanza. Non sarebbero otto partiti, ma due Pd e Sinistra arcobaleno».






