Il Cantiere di Napoli diventa permanente

«Arcipelago Napoli»: il Cantiere promosso dall’associazione Cantieri sociali e da Carta, ma soprattutto da un bel gruppo di persone di varia provenienza, si è tenuto sabato e domenica. La domanda era: è possibile mettere in circolo esperienze e lotte, ricercatori e intellettuali, per immaginare insieme una città diversa, nonostante la frattura che si è aperta tra istituzioni [e politica] e società civile, frattura che l’«emergenza rifiuti» ha allargato a dismisura? Sabato mattina circa 150 persone, nel pomeriggio, nei tre gruppi di lavoro, circa la metà, e la mattina dopo un’ottantina. Gente di Pianura e di Gianturco, di Giugliano e di altre lotte territoriali, persone della cooperazione sociale, docenti e ricercatori, altri del sindacato. Politici zero. Molte persone singole, e diversi lettori di Carta. Dibattito accanito, tanto che i gruppi di lavoro minacciavano di non finire, nel tardo pomeriggio di sabato. Conclusioni [di Andrea Morniroli, dei Cantieri sociali]: abbiamo aperto uno spazio pubblico, possiamo scrivere una «lettera alla città» e farla circolare il più ampiamente, cercare di affiancare i movimenti cittadini [sui rifiuti e non solo], convocare altri incontri a tema. Il Cantiere vuole diventare permanente.

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