Dopo la sconfitta, Sarkozy tace. Sono passati giusto dieci mesi dalla sua trionfale elezione, nove dalle promettenti legislative: gestazione necessaria per i francesi per accorgersi che le promesse del presidente sono destinate a rimanere tali. Ecco quindi, puntuale, arrivare la sanzione. Come al solito segna la sconfitta della destra più che la vittoria del partito socialista e dell’intera sinistra. E dopo l’onda blu del 2001, questo primo turno segna la progressione della sinistra, ma non l’attesa onda rosa.
Le liste dei partiti della sinistra e dei Verdi hanno ottenuto più del 47 per cento dei suffragi mentre la destra può contare sul 45 per cento. Il 61 per cento degli aventi diritto ha partecipato allo scrutino, una partecipazione un po’ in calo rispetto al 2001, quando il 67,29 per cento degli iscritti aveva votato. Il Partito socialista [Ps] ha registrato «la volontà di avvertire il presidente sulla sua politica, in particolare sul potere d’acquisto», ha detto il segretario François Hollande mentre per l’Ump, il segretario Patrick Deveidjian giudicava «non così male» i risultati per la destra. Il partito comunista, contro ogni pronostico, può vantare buoni risultati: tredici città vinte al primo turno. In diverse città dove ci sono primarie a sinistra perché il Ps ha voluto presentare il proprio candidato, il Pcf arriva in testa, e al secondo turno il partito dovrebbe confermare i risultati di ieri. Secondo la segretaria Marie-George Buffet, il Pcf è la terza forza in Francia per numero di eletti. Anche per la Lega comunista rivoluzionaria [Lcr], il voto è andato bene e il partito riesce a sfondare in molte città di media grandezza, dove conta tra il 7 e il 9 per cento dei voti: una vittoria per Olivier Besancenot che sta trasformando il partito trozkysta. I Verdi saranno più presenti nei consigli comunali grazie ad alleanze con la sinistra e in particolare con il partito socialista. Da notare invece la quasi scomparsa del partito di estrema destra: il Fronte nazionale è stato prosciugato dalle virate nazionaliste di Nicolas Sarkozy e dal suo ministero dell’immigrazione e dell’identità nazionale. Il Fn, che ha presentato poche liste, è stato pesantemente sconfitto. A Henin-Beaumont, nel nord della Francia, la candidata Marine Le Pen, nuovo volto del partito del padre, non è riuscita a ottenere molti voti.
Intanto, i tenenti dell’Ump si accingono a ribadire che questo schiaffo non ha valenza nazionale e che i francesi hanno solo voluto esprimere così la loro «impazienza» nel vedere realizzate le riforme del presidente, silente per una volta, che ha preferito mandare avanti il premier François Fillon, molto più popolare di lui. Secondo il primo ministro, «la politica della nazione è stata dibattuta e decisa nella primavera 2007». Si è poi affrettato nel congratularsi con gli otto ministri eletti al primo turno [su tredici candidati sindaci]. Sui nove ministri e sottosegretari semplici candidati sulle liste, sei sono stati rieletti al primo turno. Tra di loro c’è anche François Fillon. Xavier Darcos, ministro dell’educazione nazionale, è invece in difficoltà a Perigueux, dove Sarkozy era andato a sostenerlo. Molti altri candidati, perfino tra i ministri, hanno preferito mantenere un basso profilo rispetto a un presidente e un partito piuttosto ingombranti. Ma per i due terzi dei ministri del governo Fillon, candidati nelle municipali, sembra che saranno in pochi a perdere. Un punto a favore del presidente, che la scorsa settimana aveva parlato delle elezioni municipali come di una «peripezia» che non avrebbe impedito di portare avanti la sua politica, «con la stessa forza».
Nelle grandi città però, la vittoria del centrosinistra è netta. A nulla è servito l’annuncio, alla vigilia del primo turno, dell’abbassamento del tasso di disoccupazione, miracolosamente tornato ai livelli del 1983. E il presidente paga il mancato intervento sul poter d’acquisto. A Parigi, il socialista Bertrand Delanoë è in testa con il 40,4 [il Partito socialista e il Partito comunista sono uniti] per cento dei voti, mentre la candidata dell’Ump Françoise de Panafieu ha ottenuto solo il 28,6 per cento, la MoDem [il partito centrista fondato da François Bayrou alla vigilia delle presidenziali] Marielle de Sarnez l’8,9 per cento e i Verdi di Denis Baupin il 7 per cento. A Marsiglia invece il sindaco uscente Jean-Claude Gaudin [Ump] e l’avversario socialista Jean-Noel Guérini sono pari, con il 40,1 per cento dei voti. A Lione il sindaco uscente, socialista, ha vinto al primo turno con il 51,1 per cento dei voti. Anche a Strasburgo il Ps è in vantaggio con il 44 per cento dei voti, mentre l’Ump ne ottiene il 34 per cento. A Tolosa invece l’Ump [42 per cento] precede di poco il Ps 38. A Bordeaux l’ex premier Ump Alain Juppé ha vinto con il 56 per cento dei voti. A Lille l’ex ministra socialista Martine Aubry è in netto vantaggio con il 46,02 per cento contro il 21,64 per cento per l’Ump. Da destra, arriva poi l’apertura al MoDem: in molte città, un’alleanza con i centristi potrebbe cambiare i risultati.
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