Il terremoto delle elezioni politiche non risparmia i comuni e le province che domenica e lunedì hanno rinnovato consigli e giunte. A Roma, il cosiddetto effetto trascinamento consegna un ballottaggio poco scontato, con Francesco Rutelli fermo al 45,7 per cento e Gianni Alemanno posizionato al 40,5 per cento.
Il Partito democratico non supera il 34 per cento, mentre il Pdl è il primo partito nel comune di Roma con oltre il 36 per cento di voti. La Sinistra arcobaleno si attesta al 4,5 per cento, perdendo quasi 100 mila voti rispetto alle preferenze che i singoli partiti avevano raccolto nel 2006. Risultato straordinario e inaspettato, per il candidato di Action Andrea Alzetta, più noto con il soprannome di «Tarzan». Al momento, con lo spoglio ancora in corso, Alzetta risulta il primo degli eletti con circa 1300 preferenze, seguito a notevole distanza dalla candidata Gemma Azuni a circa 900 voti. Il ballottaggio del 27 aprile si presenta affatto scontato, soprattutto per il risultato positivo delle liste più vicine ad Alemanno. A partire dalla Destra-Fiamma tricolore di Storace e Romagnoli che a Roma ha conquistato il 3,4 per cento dei voti, mentre il candidato dell’Udc, Ciocchetti, ha incassato il 3,1 per cento, e ha demandato alle primarie del partito la scelta del candidato da sostenere al ballottaggio. I neofascisti hanno già assicurato il loro appoggio per non farsi sfuggire l’occasione storica di conquistare il governo della città, da oltre quindici anni in mano al centrosinistra. Per Rutelli, le cose sono un po’ più difficili: lo scarso appeal politico e culturale, soprattutto sui temi dei diritti civili e dell’antifascismo, rendono non scontata la mobilitazione di quella parte di elettorato di sinistra che si astenuta al primo turno o che ha votato gli altri candidati di sinistra: il socialista Grillini [0,9 per cento], Morgia di Sinistra critica [0,5], Capristo per il Pcl [0,3]. La vera sorpresa è il successo di Serenetta Monti, della lista Amici di Beppe Grillo, che ha conquistato un prezioso e decisivo 2,6 per cento.
Il successo del Pdl è indiscusso. Nelle elezioni comunali 2001, An ebbe 284 mila voti e Fi 259 mila. Nel 2006 il crollo: An 252 mila voti, Fi 131 mila. Oggi i due partiti insieme, senza Storace, tornano a mettere insieme 540mila voti, oltre centomila voti in più del 2006. Il Pd di Rutelli può contare 761 mila voti, uno scarto positivo di 80 mila. «Il centrodestra ha poco di cui rallegrarsi – ha commentato Rutelli–perché rispetto alle due elezioni in cui è arrivata al ballottaggio è indietro. Deve recuperare 84mila voti, quasi una città media italiana». Sull’ipotesi dell’apparentamento tra Alemanno e Storace, Rutelli è stato esplicito: «Vedremo se i camerati si rimetteranno insieme».
A livello municipale, il centrosinistra è in vantaggio in tutti i territori a parte il XX, zona Cassia, dove si va al ballottaggio con il Pdl in testa. Si va al secondo turno in altri otto municipi, con ottime probabilità di riconferma per le coalizioni dell’ex Unione. Vittoria al primo turno nei municipi del centro storico [I], della cintura «rossa» sud orientale [V, VI, IX, X, XI] e nella periferia ovest della città [XV, XVI, XVII].
Si va al ballottaggio anche alla Provincia, dove Nicola Zingaretti si ferma al 47 per cento, mentre il suo sfidante Alfredo Antoniozza non va oltre il 37 per cento. Il distacco del candidato del Pd e, soprattutto, il basso profilo politico di Antoniozzi non fanno prevedere grandi sorprese.
Nel frattempo, continua la scontro politico tra Pd e Sinistra arcobaleno alla Regione, inaugurato ieri dalle dichiarazioni di Esterino Montino. «Non ci sarà alcuna verifica in giunta regionale – ha detto oggi Luigi Nieri, assessore al bilancio della Sinistra arcobaleno–Il dato emerso dalle elezioni politiche allontana ancora di più questa esigenza. Dire come Montino che in Regione la Sinistra è il partito del no è una falsità, una bugia grossolana. Siamo stati la forza politica che ha tutelato le istanze ambientaliste e i diritti dei cittadini».
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