Mentre scriviamo, il candidato delle destre a sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è in netto vantaggio sul suo avversario di centrosinistra Francesco Rutelli, con oltre il 53 per cento dei consensi. Per la prima volta gli eredi del fascismo italiano arrivano al potere in prima persona, senza stare all’ombra di Berlusconi. Roma diventa un pericoloso laboratorio del rancore e dell’odio, una città che reagisce alla crisi e alle campagne emergenziali montate ad arte con la chiusura e l’egoismo.
Il portavoce di Alemanno si dice comprensibilmente «soddisfatto, sereno, fiducioso». «Più sale il numero delle sezioni scrutinate, più il divario aumenta–ha fatto osservare–il numero di voti per Alemanno è in crescita». Così, cominciano a mostrare qualche crepa le dighe scaramantiche erette, fra i militanti e gli elettori del Popolo della libertà riuniti al comitato elettorale per Gianni Alemanno sindaco, mano a mano che sui monitor affluiscono i dati ufficiali del ballottaggio per la poltrona di primo cittadino della capitale. Dopo la fase dell’assoluto riserbo, delle dita incrociate e dei sorrisi a mezza bocca, nella sala stampa che fatica a contenere la ressa di cittadini, giornalisti e cinefoto operatori qualcuno si lascia andare. Grande euforia, sorrisi e strette di mano e anche qualche colpo di clacson da parte di diverse automobili, fra le quali alcuni taxi, i cui titolari evidentemente festeggiano la probabile sconfitta della coalizione che nell’ultima consiliatura aveva varato un provvedimento sulle liberalizzazioni delle licenze che era stato vigorosamente contestato dalla categoria. Poi, Alemanno, si affaccia dal balcone del palazzo che ospita il suo comitato elettorale e sscoppiano applausi e cori. La strada è stretta ed invasa da militanti e giornalisti. «Alemanno sindaco di Roma», scandiscono i presenti.
Dal lato dei rutelliani la situazione è drammatica. «Alemanno è ormai il nuovo sindaco di Roma. Considero questa vittoria politicamente ancora più importante di quella ottenuta alle politiche dal Pdl. Ora ho una sola speranza, anzi un sogno nel cuore: Goffredo Bettini in Thailandia!» si lascia andare Maurizio Gasparri dell’ufficio politico di Allenza nazionale. «Sono stato oggi al senato e molti senatori anche dell’ex maggioranza sapevano che sarebbe andata cosi- spiega senatore Cesare Cursi di An, commentando i risultati elettorali delle amministrative romane–La gente ha dimostrato di aver capito il messaggio che abbiamo mandato ha vinto il programma e il candidato, che ha saputo parlare al cuore della gente. Il dato di Roma e’ importante perche’ arriva dopo la consultazione nazionale la gente non ha gradito Francesco Rutelli, perché come ha detto Gianfranco Fini, appariva una minestra riscaldata».
«Stento a crederci» commenta Fabrizio Panecaldo. Il consigliere rieletto del Pd si dice, comunque, «in attesa di elementi maggiori per valutare il risultato. Rimane, per ora, sconcertante il fatto che Nicola Zingaretti venga dato in netto vantaggio rispetto al candidato delladestra mentre per Rutelli il dato sembra ribaltato». Il candidato del Partito democratico e del centrosinistra Nicola Zingaretti è in vantaggio col 51,99 per cento dei voti, contro il 48,01 per cento del suo avversario del Pdl Alfredo Antoniozzi, che però continua a recuperare. «Nicola Zingaretti ha prevalso nell’80 per cento dei Comuni della provincia–commentano dal Pd–Abbiamo ribaltato il voto di 15 giorni fa in centri molto importanti come Nettuno, Velletri, Civitavecchia e Ardea. Il vantaggio di Luca Zingaretti è un dato di estrema soddisfazione per noi. Testimonianza che siamo entrati nel merito dei problemi. La gente ha capito la scelta nuova che Nicola Zingaretti ha proposto a Roma e Provincia».






