Nuovo appuntamente oggi per le primarie statunitensi dei democratici. La sfida tra Barack Obama e Hillary Clinton si è spostata, in Indiana, dove i sondaggi li danno testa a testa e in Carolina du Nord, dove è in vantaggio Obama. Comunque vada il voto però, non sarà decisivo. L’esito della giornata potrebbe però spingere alcuni superdelegati che ancora non si sono schierati a farlo. I candidati si contendono 72 delegati in Indiana e 115 in Carolina del Nord. Per l’invistitura democratica, sono necessari 2025 delegati, Obama può contare per ora su 1747 delegati mentre Clinton ne ha 1608.
«Sarà un voto carico di conseguenze. Ogni elezione è importante, ma questa ha un significato particolare», ha detto Hillary clinton davanti ai suoi simpatizzanti. Ribadendo, dopo il sostegno che gli hanno accordato gli operai bianchi in Ohio, che è «la candidata che si batte per coloro che lavorano». «Obama – ha attaccato Clinton – dice che la mia proposta di sopprimere la tassa sul carburante farebbe guadagnare solo 20 dollari. E allora? Per molte persone 20 dollari contano, o no?».
Nel frattempo Barack Obama, impegnato nel suo ultimo meeting ad Indianapolis, ha ricordato: «Ho annunciato la mia candidatura 15 mesi fa, i bambini che sono nati allora oggi camminano e parlano…». Poi Stevie Wonder ha fatto scandire ai 21 mila spettatori le sillabe «ba-rack-o-ba-ma», prima di confidare ai presenti, «questa elezione mi ha infiammato il cuore, Barack Obama mi ispira». E ha poi suonato il leggendario successo Signed, Sealed, Delivered I’m Yours, scelto da Obama come inno della sua campagna elettorale.
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