Trentanni. Trentanni sono trascorsi dalla morte di Peppino Impastato, ucciso con il tritolo, sui binari del treno. Ci troviamo a Cinisi, c’è una radio che fa nomi e cognomi dei mafiosi, grandi e piccoli, che li prende in giro. Controinformazione, parecchio coraggiosa. E questo non glielo perdonano, i mafiosi, non l’accettano. Il 9 maggio del 1978 Peppino Impastato viene ammazzato. Trentanni dopo, nel 2008, nonostante i Cuffaro e i fan della mafia, nonostante le amicizie tra malavita e potere, a Cinisi, dall’8 all’11 maggio, si ricorda Peppino Impastato, uomo libero, con il Forum sociale antimafia.
Peppino Impastato rivive in tanti modi. Dalle lotte femministe alla controinformazione. Aveva coraggio, Peppino. Per lui non mere commemorazioni, ma un ricordo globale che attraversa un vero e proprio percorso di formazione: quattro giorni di riflessioni, quattro giorni di libera informazione, di corsi e dibattiti. Gli incontri sono cominciati giovedì 8 maggio, con un forum di discussione sull’impegno in difesa dei diritti della donna, dalla legge 194 all’obiezione di coscienza, «un momento per discutere sulle battaglie storiche del movimento, dagli anni ’70- spiegano i promotori del Forum – con particolare attenzione all’esperienza del Collettivo femminista del Circolo Musica e Cultura, ad oggi, in contrapposizione alla regressione pseudomorale dettata dai nuovi potenti. Si è parlato di sanità e prevenzione, del business della medicina, che predilige la cura alla prevenzione. «Il forum è stato anche l’occasione per dare informazioni sulla campagna obiettiamo gli obiettori e l’inchiesta, coordinata dal collettivo MaleFemmine, sull’obiezione di coscienza e la pillola del giorno dopo a Palermo», dice Dario, del collettivo Kom-Pa.
La prima giornata si è conclusa con lo spettacolo su Peppino Impastato con Francesco Impastato e «La Madre dei Ragazzi» con Lucia Sardo. Oggi invece [9 maggio] la giornata è cominciata alle 10, con un incontro sulla «libera informazione e la comunicazione dal basso». Sin dalla mattina Cinisi si è riempita di persone di ogni età, scolaresche capitanate da professori brizzolati, attivisti dei centri sociali, cittadini provenienti da ogni parte dello stivale. Il campeggio, organizzato da Radio Aut, si è popolato di tende Ferrino. Mentre scriviamo, i ragazzi aspettano il corteo delle 17, la grande manifestazione nazionale contro la mafia, lungo la via che Peppino percorse la notte tra l’8 e il 9 maggio 1978, quando fu sequestrato e ucciso.
Questa sera, alle 21, in piazza Vittorio Emanuele Orlando, un grande concerto con Tète de Bois, Ciscovox, Pippo Pollina, Flavio Oreglio e i Luf. Il 10 maggio invece la giornata partirà con un dibattito incentrato su «Mafia e antimafia dagli anni ’70 ad oggi».
«Cosa si prova a vivere in Sicilia? Nausea, sconforto e rabbia – dice Alfonso, attivista di Attac – Ha vinto Lombardo. Oggi più che mai dobbiamo ricordare l’insegnamento di Peppino. Il Forum contro la mafia è il primo segnale di ripresa. Resistere per esistere», sorride.
Alle 21 di domenica, sempre in piazza Vittorio Emanuele Orlando, ci sarà il concerto con Migrantes, Collettivo musicale Peppino Impastato, Carmen Consoli e i Lautari. Infine, l’11 maggio, alle ore dieci, il dibattito «Movimenti antagonisti dal ’68 ad oggi» e alle 21 concerto con Gente strana posse e Assalti frontali.
«A proposito di movimenti – racconta Elio Teresi, tra i promotori del Forum sociale antimafia e membro fondatore dell’associazione Radio Aut [Aut sta per Autonomia, ci tiene a precisarlo] – oggi [9 maggio] ci sono tante realtà presenti. Chi ha deciso di venire l’ha fatto per dovere, e per la voglia di partecipare con uno spirito movimentistico. Peppino era un militante, comunista e rivoluzionario. Se oggi fosse ancora vivo apparterrebbe a quel mondo che si riconosce nel movimento. Oggi, al corteo, saranno presenti tantissime bandiere rosse. Quelle bandiere che tanti vorrebbero cancellare. Le bandiere di Peppino».






