Dopo la rimozione delle insegne e della bandiera monarchica dal palazzo reale di Narayanhiti, a 48 ore dal voto ufficiale con cui l’Assemblea costituente ha proclamato la repubblica, all’ ex-re Gyanendra è stato consegnato l’avviso di sfratto: avrà quindici giorni per lasciare il palazzo e decidere se rimanere nel territorio nazionale, soggetto alle leggi come qualsiasi altro cittadino, o se spostarsi all’estero. Sembra probabile che Gyanendra, nonostante l’ostilità della popolazione, resterà in Nepal per amministrare le sue numerose proprietà.
Nel frattempo, a Kathmandu continuano gli scontri fra polizia e manifestanti repubblicani, che pretendono l’allontanamento immediato del monarca. Ci sarebbero almeno venticinque arrestati. L’Assemblea, a netta maggioranza maoista, promette di scardinare il sistema di caste: fra i primi provvedimenti dovrebbe esserci la conferma del 33 per cento di presenza femminile nel nuovo parlamento.
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