Rifondazione comunista di Ciampino [Roma] ha deciso ieri di uscire dalla giunta di centrosinistra perché ritiene che «non sussistano più le condizioni necessarie per il governo comune della città e che non ci siano più spazi per il dialogo con questa maggioranza». La causa della rottura, dicono gli esponenti locali, sta nella sordità in particolare del Pd alle richieste avanzate dal Prc.
Fra le altre, Rifondazione ha chiesto: il ritiro del sostegno assicurato dal comune di Ciampino «alla costruzione dell’aeroporto di Viterbo, che legittima la presenza dei voli low-cost a Ciampino almeno per i prossimi tre anni»; la garanzia che nel prossimo bilancio comunale non vengano aumentate le tariffe né tagliati i servizi sociali; il ritiro della delibera che propone l’abbassamento del vincolo di inedificabilità a 20 metri lungo tutta la fascia dei fossi. La rottura con la maggioranza di centrosinistra pare sia stata decisa dal circolo locale di Rifondazione senza il coinvolgimento della federazione romana del Prc, di cui Ciampino fa parte insieme ai circoli dei municipi e di Fiumicino.
E’ un altro segnale del caos che regna dentro Rifondazione, dove ormai ciascuno va per conto suo: a tre mesi dall’ultimo congresso cittadino e a due da quello di Chianciano, non si intravede ancora il minimo spiraglio sui nuovi assetti della federazione romana.
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