Il tiranno è caduto

Giovedì mattina alle 10 arriva la notizia: tornato a Bologna dopo l’incontro con Veltroni, Sergio Cofferati annuncia il suo ritiro. Il tiranno è caduto.
Ora nulla sarebbe più stupido che maramaldeggiare o cantare vittoria. «Bologna città libera» non è nata per battere il tiranno, ma per affrontare in campo aperto la tirannia: il potere stalino-liberista cittadino, i furbetti del quartierino Unipol, e il partito democratico che dopo avere tradito i lavoratori ora si offre come complemento alla mafia berlusconiana, come dimostra l’indegna vicenda Alitalia.
Vogliamo fare di Bologna una zona di resistenza umana, nei tempi cupi che si preparano, ora che il capital-liberismo crolla aprendo la strada a una forma di statal-capitalismo aggressivo che scarica sulla società le sue perdite e i suoi disastri per tentare di sopravvivere.
Non sopravviverà, ma dipende da noi quali conseguenze avrà la sua agonia.Potranno essere conseguenze dolorose di miseria barbarie e fascismo. Oppure potrà essere l’inizio di un’epoca nuova di ricchezza frugale e di amicizia.
Dipende da noi. La battaglia che abbiamo inziato a Bologna non è bolognese, e ora che il tiranno è caduto ciò appare evidente. Dobbiamo vincere le elezioni bolognesi e governare questa città perché non si tratta di una questione bolognese.
La settimana prossima uscirà il primo numero del foglio urgentissimo che esce quando gli pare. Si chiama Bbc [Bologna dei Beni Comuni].
Martedì prossimo alle 16.30 in via Zampieri 12 si riunisce la commissione Inquinamento Zero per lanciare la campagna progettuale che ha come finalità la realizzazione di una zona No Oil Zone cittadina.
Il tiranno è caduto ma nulla cambia del nostro percorso

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