Padova e il Veneto: un laboratorio politico per l’esperienza dei verdi

Padova martedì 9/1/07 quartiere Portello: di primo mattino poliziotti in assetto antisommossa travolgono i partecipanti al sit-in nel cortile di un quadrilatero condominiale popolare che intendevano impedire i carotaggi del terreno predisposti dall’ATER per un progetto di autosilos interrato. Una protesta partita da lontano, maturata nel contratto di quartiere tra chi, ATER e Giunta comunale spingeva per una “riqualificazione” del patrimonio in funzione di una valorizzazione privatistica che ne stravolge l’assetto relazionale di questo storico quartiere popolare e i residenti –nuclei anziani e occupanti storici di alloggi da tempo sfitti – che propongono un risanamento e una riqualificazione sociale, il mantenimento dell’area verde a disposizione del quartiere. Il contratto di quartiere in questo caso diventa il cuore dello scontro tra due concezioni: una strumentale agli interessi speculativi ed immobiliari forti; l’altra che intende, anche attraverso la creazione di un comitato di quartiere, riportare il governo urbanistico della città nelle mani dei cittadini. Le cariche hanno portato all’arresto del consigliere di quartiere dei Verdi (rilasciato il giorno dopo) e alla contusione di alcuni anziani ma hanno rappresentato anche l’ennesimo episodio di repressione e autoritarismo adottato dalla Giunta di centro sinistra.

In questo come in molti altri episodio evidenziatisi in questi due anni in città si è consumato il tradimento da parte della Giunta degli impegni elettorali, soprattutto in materia urbanistica, sulle questioni sociali, nella negazione e svilimento dei diritti civili e nello svuotamento della partecipazione. L’uscita dei Verdi dalla Giunta e dalla maggioranza è motivata da questo conflitto e dalla necessità di assumere una posizione chiara, non compromissoria nei confronti dei cittadini. E’ l’affermazione del carattere federalista dei verdi del Veneto e dell’autonomia quale tratto distintivo delle sue realtà locali nell’affrontare le situazioni territoriali.
Lo scontro di Padova tra Verdi e centro sinistra non è, però, solo un fatto locale ma solo uno degli episodi che stanno caratterizzando la difficile coabitazione nell’Unione di quanti ritengano prioritari i temi della pace, dell’ambiente, dei diritti.

In particolare nel Veneto e nel Nord Est dove le scelte del nuovo Governo e di parte delle amministrazioni comunali e provinciali con maggioranze di centro sinistra sembrano dettate dalla destra piuttosto che evidenziare discontinuità con l’esperienza berlusconiana. Così è stato per la decisione sul Mose, calpestando persino il parere contrario del Comune di Venezia, così nel continuo cedimento della giunta provinciale rodigina alla trasformazione del delta del Po in un “parco” per grandi impianti energivori e inquinanti, così è, con ancora più evidenza, nella recentissima decisione del Governo per il sì alla nuova base USA a Vicenza, calpestando in questo caso una intera città mobilitata contro questa decisione.
In questo senso Padova e il Veneto rappresentano per i Verdi un laboratorio politico e sociale dove sperimentare percorsi nuovi e originali nel rapporto con i cittadini, con le questioni ambientali, sociali e con i conflitti. Da cui evidenziare alcuni punti e trarre alcune riflessioni per il futuro:
a – la messa a nudo nella parte maggioritaria dell’Unione di una concezione autoritaria della partecipazione; b – l’abbandono di qualsiasi sforzo di “governance” sociale nei confronti dei conflitti; c – l’affermazione sempre più forte di soluzioni care alla destra su temi prioritari per la sinistra sociale e arcobaleno come pace, ambiente, diritti. Questi come altri passaggi stanno tutti dentro all’attuale percorso di coagulazione del nuovo Partito Democratico, più laboratorio di decisionismo, conservatorismo e neoautoritarismo piuttosto che nuovo raggruppamento riformista e nell’affacciarsi di possibili nuovi quadri di alleanze locali, regionali e nazionali di impronta “centrista”. La riflessione su questo scenario dovrà necessariamente svilupparsi tra coloro che rivendicano un ruolo di partecipazione attiva alla società civile, ai movimenti, ai cittadini e ritengono ancora fondamentali e prioritari la questione ambientale, il nodo del reddito e della condizione sociale e lavorativa, l’allargamento dei diritti civili e la conquista di nuovi diritti. Soprattutto a partire dai prossimi mesi e anni in cui si consumeranno anche altre consultazioni elettorali. Sarà ancora utile e possibile percorrere tutti insieme, seppur diversi, la stessa strada o è meglio pensare, quanti come noi si riconoscono in questi temi e pratiche partecipative, ad imboccarne una nuova ed originale?

Aurora d’Agostino, Paolo De Marchi, Danilo Del Bello, Susanna Scotti, Marzio Sturaro, Roberto Marinello, Francesco Miazzi – Federazione provinciale verdi Padova
Spazio a cura del Gruppo Consiliare Regionale Verdi del Veneto

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