A bordo di tre autobus sono partiti lunedì sera dalla Val di Susa alla volta di Strasburgo. In duecento hanno viaggiato tutta la notte per consegnare – martedì 25 settembre – al Commissario europeo ai trasporti Jaques Barrot le 31 mila firme a sostegno dell’appello contro la Tav raccolte dalla
popolazione della Val di Susa.
Con quelle firme, racchiuse in otto volumi, i valsusini hanno voluto esprimere ancora una volta, la loro assoluta contrarietà a qualsiasi progetto di alta velocità in Val di Susa. «L’opposizione della popolazione locale è quindi evidente e nessun accordo è stato raggiunto all’interno dell’Osservatorio, a differenza di quanto dichiarato dal ministro Antonio Di Pietro», ha dichiarato l’europarlamentare Vittorio Agnoletto, anche lui martedì a Strasburgo.
«Abbiamo ribadito come la proposta presentata dal governo italiano sulla Torino-Lione non contenga né un progetto sul quale esprimere un giudizio, né una valutazione d’impatto ambientale- ha continuato Agnoletto. – Situazione riconosciuta sia dall’ingegner Mauro Moretti, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, sia dal Commissario Franco Frattini. In assenza di tali elementi previsti dal bando, la commissione giudicatrice non potrà esprimere un parere positivo per il finanziamento della Torino-Lione, a meno di infrangere le regole in nome degli interessi delle lobby dei costruttori». Durante la conferenza stampa sono stati presentati anche gli studi realizzati dall’Osservatorio «dai quali emerge con chiarezza – conclude Agnoletto – che l’attuale linea ferroviaria Torino-Lione è utilizzata al 25 per cento. Non vi è quindi alcuna necessità di un’opera come la Tav, che prevede una spesa di oltre 20 miliardi di euro, per un progetto inutile e
dannoso per la salute della popolazione e per la tutela dell’ambiente».
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