Ragazzini denudati e pestati in cella, agenti che urlano e si accaniscono su un detenuto fino a spaccargli tre denti, e un ragazzino minacciato di finire in isolamento se non avesse ritirato la denuncia per le percosse subite: sono alcuni dei maltrattamenti che la procura di Lecce contesta a undici indagati–tra cui il comandante e agenti della polizia penitenziaria dell’istituto minorile di Lecce–ai quali è stato notificato l’avviso di fine indagine. Nell’atto giudiziario, firmato dal pubblico ministero inquirente Antonio De Donno–riportano alcuni quotidiani locali–sono ricostruiti i presunti maltrattamenti subiti da una decina di detenuti tra la metà del 2003 e la fine del 2004. Un anno e mezzo di inferno durante il quale i ragazzini sarebbero stati picchiati perché ritenuti non allineati con le regole intransigenti e violente dettate dal comandante della polizia penitenziaria dell’istituto Gianfranco Verri, di quarantadue anni. A Verri sono stati anche contestati episodi di prevaricazione e atteggiamenti persecutori nei confronti del personale del carcere non allineato alle sue logiche. Tra le vittime dei presunti abusi contestati al comandante vi sono anche il medico dell’istituto che visitò i ragazzi picchiati e rilevò i segni delle percosse, un paio di agenti della polizia penitenziaria, un’educatrice e altro personale della struttura. Insomma, i metodi di don Cesare Lo Deserto si diffondono.
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