A Roma Giuliano Ferrara si dovrà «accontentare» di portare il suo «8 marzo per la vita e per le donne». Il direttore del «Foglio», ormai impegnato a tempo pieno in una crociata anti-abortista, ha infatti dovuto rinunciare a candidarsi sindaco di Roma per il Popolo della libertà. La condizione posta dall’elefantino rosa era l’apparentamento della sua lista, «Aborto? No grazie», al Pdl, ma hanno prevalso le contrarietà espresse da più parti. «Apparentandoci con Ferrara – aveva dichiarato Berlusconi qualche giorno fa – cosa direbbero altri come l’Udc e La Destra ai quali abbiamo detto no?».
E così il direttore del foglio ha fatto sapere, in una lettera a Fini e Alemanno che «dal momento che siete orientati a non collaborare con la mia lista per la vita e contro l’aborto, vi prego di prendere nota della mia indisponibilità ad accogliere la vostra offerta di candidarmi a sindaco di Roma». D’altra parte non si può negare la coerenza del sacerdote della crociata anti-abortista: come insegna santa madre Chiesa, al di fuori del sacro vincolo matrimoniale non se ne fa nulla.
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