È prevista per il 24 aprile la sentenza per il processo di Cosenza, che vede 13 persone accusate di avere tentato di «sovvertire violentemente l’ordine economico costituito dello stato» per essere stati tra gli animatori delle manifestazioni di Napoli e Genova nel 2001. Il pubblico ministero Fiordalisi ha chiesto 50 anni complessivi di carcere per gli/le imputati/e, confermando i capi di accusa. A questa richiesta si è aggiunta quella di 26 anni di libertà vigilata per «sospetta pericolosità sociale», forma di restrizione della libertà che comporta tra le altre cose il ritiro della patente e del passaporto e l’obbligo di dimora o di firma. Sono stati anche richiesti cinque milioni di euro come risarcimento per i danni all’immagine dello stato. È terminata nel pomeriggio di ieri la seconda udienza per le arringhe delle difese. L’avvocato Carlo Petitto ha chiesto l’assoluzione per due imputati. «L’arringa dell’avvocato Petito–scrive SupportoLegale in un comunicato–si e’ basata su una difesa politica, di ricostruzione storico-politica sia dei giorni di Napoli che di Genova, ma anche di qualche decennio prima per fugare ogni dubbio circa l’impreparazione degli inquirenti.»
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