Franza o Spagna

Walter Veltroni sente «un vento nuovo» dopo la sconfitta di Sarkozy alle municipali francesi e la vittoria di Zapatero alle politiche spagnole. Il manifesto intitola l’edizione speciale del lunedì «Oui, se puede»: spiritoso, ma troppo di sinistra. Veltroni annusa l’aria come il cane da caccia cui il suo cognome allude, «destra» e «sinistra» sono le sue coordinate. Al momento. Tempo fa, prima che i sondaggi gli crollassero addosso, il presidente francese era invece il modello: l’uomo che sapeva annullare i confini tra destra e sinistra, appunto, prendendo per ministro il socialista Kouchner, e per consulente [sulla «crescita»] l’ex consigliere di Mitterrand, Attali. Al tempo, Veltroni era sarkozysta, e candidare il presidente di Federmeccanica alle elezioni corrisponde a questa idea della politica, anzi dello show. Quanto a Zapatero, da noi è popolare soprattutto per la legge sulle coppie di fatto, per la quale si è beccato manifestazioni da un milione di persone organizzate dai vescovi, modello per l’italiano Family Day. Ma non pare che i «democratici», su questo tema, abbiano avuto altrettanto coraggio: chiedere per conferma al candidato a sindaco di Roma, Rutelli, che da radicale e verde che era è di colpo diventato cattolico. Romano, naturalmente.
Allora, il titolo del manifesto zoppica un po’. Allude a una sinistra che vincerebbe qua e là, in Franza e Spagna, ma di quale sinistra stiamo parlando? Zapatero è sì quello delle coppie di fatto, ma è anche quello del super-Pil gonfiato di cemento e grandi opere. E la sinistra francese? Lasciamo perdere. En passant, si può notare che sia lì che là la sinistra comunista è pressoché scomparsa. Vorrà dire qualcosa?

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