«Non so cosa vuole la sinistra, noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila uomini sempre a disposizione», dichiara Umberto Bossi ai giornalisti nella giornata di inaugurazione della nuova legislatura a Montecitorio. A chi gli ricorda che Berlusconi lo aveva invitato ad usare un linguaggio «più morbido» risponde «i fucili sono sempre caldi». Inizia con queste parole la legislatura della Lega Nord, il cui programma è riassunto da Bossi in due punti: «cacciare i clandestini e fare il federalismo fiscale». Nel pomeriggio il probabile ministro delle riforme «precisa» il proprio pensiero: «Il pugno c’e’, c’e’ sempre… Io ho trecentomila martiri disposti a battersi. E’ l’ultima volta, altrimenti i nostri fanno un casino», dichiara. Ed aggiunge, rispondendo a chi gli domanda se non tema una sinistra in piazza contro le riforme previste dalla Lega «Non siamo quattro gatti, non abbiamo problemi a trovare uomini da mandare in prima linea, verrebbero giu’ dalle montagne… La Lega ce l’ha ancora duro». Questo lo scenario a Montecitorio nel giorno dell’insediamento di un parlamento alla cui estrema sinistra, tra i posti prima occupati da Rifondazione comunista, siede Rosy Bindi. In mattinata il forzista Schifani è stato, invece, eletto presidente del Senato.
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