«Nuove norme più efficaci, azioni forti e mirate e più uomini in divisa per strada». Sono queste le basi generali del nuovo piano per la sicurezza di Roma illustrate congiuntamente dal sindaco Gianni Alemanno e dal presidente della Provincia Nicola Zingaretti, al termine della riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, tenutasi nella sede della prefettura, a Palazzo Valentini. Alla riunione, presieduta dal prefetto di Roma Carlo Mosca, hanno partecipato il questore di Roma Marcello Fulvi, il comandante provinciale della guardia di finanza Andrea De Gennaro, il capo dei vigili urbani Angelo Giuliani, il comandante provinciale dei carabinieri Vittorio Tomasone.
Un clima bipartisan ha caratterizzato l’incontro, che si è concentrato esclusivamente sul tema della microcriminalità e del «decoro urbano», tralasciando consapevolmente le questioni sociali più generali, come l’emergenza abitativa. Ma i dati sui reati nella città, forniti dalle forze dell’ordine e riferiti dal prefetto, hanno contraddetto immediatamente il clima allarmistico lanciato da Alemanno: nell’ultimo anno la flessione dei reati è stata di circa il 20 per cento, mentre sono stati 415 i provvedimenti di allontanamento firmati dal prefetto dal giorno dell’omicidio di Daniela Reggiani. Ad oggi, nella capitale sono autorizzati dal Comune venti insediamenti, nei quali vivono circa 7.500 persone, mentre sono trentaquattro i campi ritenuti abusivi, dove vivono 1.347 persone.
Quattro i punti di azione concordati dal tavolo: contrasto del commercio abusivo [sia sul fronte delle presenze «illegali» che sull’arrivo delle merci], delle forme di caporalato e del lavoro nero, dell’accattonaggio molesto e minorile e della prostituzione in strada. Alemanno ha annunciato che la prossima settimana incontrerà il nuovo ministro dell’interno per «sviluppare un’azione sinergica tra governo ed enti locali romani e per dare un segnale forte sia alle aspettative dei cittadini sia alla criminalità».
Il sindaco ha promesso una revisione radicale del Patto per Roma – siglato da Veltroni e Amato nella scorsa consiliatura – a partire dal ritiro del progetto dei quattro «villaggi della solidarietà» per i rom. «Occorre eliminare progressivamente tutti gli insediamenti abusivi – ha detto Alemanno – Inoltre, bisogna fare un monitoraggio dei Cpt ed utilizzarli per allontanamento ed espulsioni. Il Cpt è uno strumento fondamentale per il controllo dell’immigrazione; la solidarietà va utilizzata non in aggiunta ma in alternativa: deve accedere alla solidarietà solo chi non delinque».
Parole chiare che non lasciano dubbi sul concetto di solidarietà che intende la destra. Dal canto suo il presidente della Provincia Zingaretti ha riferito che «i dati acquisiti oggi sono confortanti e dimostrano che la lotta al crimine, negli ultimi anni, ha prodotto risultati efficaci. C’è stato un calo dei delitti: dai 224 mila del 2006, secondo le previsioni, passeremo ai 177 mila del 2008, visto che nel primo semestre di quest’anno sono stati commessi 57mila delitti». «Ora–ha aggiunto Zingaretti–va integrata l’azione delle amministrazioni per ridurre il degrado e combattere la paura diffusa».
Zingaretti ha quindi ricordato l’acquisizione da parte della Regione di 155 stazioni ferroviarie in comodato d’uso, tramite un protocollo d’intesa tra con le Ferrovie che prevede «progetti di riqualificazione e di intervento sociale e culturale a disposizione delle amministrazioni e delle associazioni del territorio». La prima riunione del comitato per la sicurezza conferma lo stile bipartisan scelto da Alemanno: a una politica «militare» di contrapposizione frontale, il neosindaco preferisce una serie di interventi selezionati in continuità con la «guerra ai poveri» di bassa intensità inaugurata da Veltroni. I campi rom «abusivi» saranno le prime vittime della ossessione securitaria.
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