La camera ha votato la fiducia al governo guidato da Silvio Berlusconi [335 sì contro 275 no, la maggioranza richiesta era di 306 voti]. I lavori a Montecitorio sono cominciati stamattina, con la replica del presidente del Consiglio, a cui sono seguiti le dichiarazioni di voto e il voto finale. Questo pomeriggio, alle 16, è cominciato onvece il dibattito sulla fiducia al senato. Silvio Berlusconi ha cominciato il suo intervento confermando una possibile «apertura» al Pd: «Non ci saranno rifiuti pregiudiziali nei confronti dei contributi dell’opposizione–ha detto–Il primo terreno di confronto sono le riforme». Nel pacchetto sicurezza, ha aggiunto Berlusconi, ci saranno alcune misure «analoghe a quelle proposte dal ministro Amato e richieste espressamente da Veltroni». Tra le altre cose, il presidente del consiglio ha confermato la prirorità del ponte sullo Stretto di Messina. La replica più antiberslusconiana e con le solite dosi di giustizialismo è stata quella di Antonio Di Pietro [ripreso anche dal primo presidente postfascista della camera, Gianfranco Fini], mentre Veltroni, oltra a ricordare che la nuova maggioranza non ha il paese in mano [perché «il 53,2 per cento non ha votato per voi»] ha confermato la disponibilità a collaborare: «Accogliamo il suo invito–ha detto Veltroni, rivolgendosi a Berlusconi–ad approvare le riforme».
Tags assegnati a questo articolo: partecipazione






