Un vero e proprio happening si tiene questo pomeriggio, fino a notte inoltrata, tra le mura della città universitaria della Sapienza. Una non stop di musica, dibattiti, proiezioni e live set per reclamare a gran voce la libertà di Emiliano Marini, per tutti «Zapata», studente di scienze politiche ancora agli arresti domiciliari a seguito dell’aggressione fascista del 27 maggio scorso. Un arresto surreale, visto che Emiliano cercò di difendere se stesso e gli altri studenti dalla furia della squadraccia di Forza nuova, capitanato dal leader di piazza Vescovio, Martin Avaro, inviperita per l’annullamento in extremis di un convegno sulle foibe. «Anomalia Sapienza» è il titolo dell’iniziativa che punta a evidenziare la vera posta in gioco dell’attacco lanciato dai grandi media e dai poteri accademici contro le «sacche estremistiche dell’università»: l’esistenza di un pensiero critico e la stessa legittimità del dissenso organizzato.
«Gli studenti sono stati definiti responsabili di una degenerazione politica senza precedenti – dice la Rete per l’autoformazione – figlia del ‘68, annus terribilis, secondo il Corriere della sera, da archiviare una volta per tutte». Il programma prevede, alle 18, dibattito «Chi ha paura del’68?»; alle 21, proiezione di Nazirock; alle 22, reading e teatro; infine alle 23 live set con, tra gli altri, Assalti frontali, Junglabeat e dj Nervocon.
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