La privatizzazione dell'acqua e la neocolonizzazione spagnola dell'America Latina

A più di 510 anni dalla Conquista, la Spagna è ancora in prima fila nel saccheggio delle risorse delle proprie ex Colonie. Se fino all’800 era la Corona a derubare l’oro e l’argento delle miniere latinoamericane, ed a sfruttare i lavoratori nelle piantagioni di caffè e canna da zucchero, oggi il ruolo dei falchi è delle imprese transnazionali iberiche. Uno dei settori più interessanti è senz’altro quello legato alla privatizzazione dell’acqua e dei servizi idrici.
La città di Saltillo, con una popolazione di 650.000 abitanti, è la capitale dello Stato di Coahuila, nel nord-ovest del Messico. Importante centro economico, vi hanno sede, tra l’altro, imprese del ramo automotrice (GM e Chrysler) e metalmeccanico, oltre ad un alto numero di maquiladoras.

Nel corso del 2001, il governo municipale, sotto la spinta della Commissione Nazionale dell’Acqua, CONAGUA, a sua volta guidata dalle direttive in materia della Banca Mondiale, decise lo smantellamento dell’agenzia municipale di gestione del servizio idrico, e la conseguente creazione di un’imprese mista, Aguas de Saltillo [Agsar].
Secondo CONAGUA le compagnie locali non hanno la capacità di amministrare i sistemi in forma efficiente, ed il paese non dispone di capitale per finanziare gli investimenti richiesti per modernizzare ed estendere l’infrastruttura esistente.

Nella scelta del socio privato di Agsar, il municipio di Saltillo scelse Aguas de Barcelona [Agbar], che acquisi il 49% della ex compagnia municipale, pagando solo 8 milioni di dollari azioni il cui valore stimato era di 45 milioni di dollari. Si sospetta, denuncia il comitato cittadino promotore di un’azione per lo scioglimento di Agsar, che vi furono accordi segreti, cui parteciparono politici e forse anche rappresentanti di imprese private locali, che potrebbero essere soci messicani occulti delle imprese.

Agbar, una delle imprese leader del movimento mondiale di privatizzazione dei servizi idrici, controlla varie imprese municipali dell’acqua in America Latina, che includono quelli delle città di Cartagena [in Colombia], La Habana e Varadero [a Cuba] e di svariate città cilene e pretende prendere il controllo del maggior numero possibile dei sistemi acquedottistici in Messico, scrive ancora il comitato.

Che continua: “L’esperienza delle imprese privare non è stata positiva in Messico. In generale, sono aumentate le proteste degli utenti per le tariffe alte, per le interruzioni del servizio verso utenti morosi ed altri abusi; e si è privilegiato il profitto rispetto alla conservazione dell’acqua e dell’ambiente. Due esperienze che confermano quanto affermiamo sono quelle di Cancun e di Aguascalientes, cui partecipano la compagnia francese Suez [socia di Agbar!], e la divisione acqua di Vivendi – Veolia Environment. Nel primo caso, la partecipazione privata è stata addirittura finanziata con fondi del Banco Messicano de Obras Publicas, Banobras(!)”.

A Saltillo la gente non può più sopportare l’atteggiamento di Jesus GarcÌa , il gerente spagnolo, che ha diretto l’impresa paramunicipale in modo arbitrario e prepotente, violando le leggi locali, ingannando il Consiglio d’Amministrazione dell’impresa e il Sindaco della città, e nocendo gravemente agli utenti del servizio.
Un indagine promossa dal Governo dello Stato di Coahuila nel corso del 2003, e realizzata dal Ministero del Commercio, ha documentato numerose irregolarità amministrative e legali legate al funzionamento di Agsar, tra cui un aumento delle tariffe molto superiore a quello permesso dal Contratto di Associazione [che lo limita al valore dell’inflazione].

Il danno subito dagli utenti, che chiedono la dissoluzione dell’impresa mista, la ri-municipalizzazione del servizio idrico e l’allontanamento di Aguas de Barcelona da Saltillo e dal Messico, risulta di 5 milioni di dollari, ma il Sindaco ed i cinque industriali saltillenses che formano parte del Consiglio di Amministrazione dell’impresa continuano ad ignorare i gruppi di cittadini.

Tags assegnati a questo articolo: forum sociale mondiale, Porto Alegre 2005

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