Vodafone. Imminente l'accordo, nonostante il parere dei lavoratori

Continua il braccio di ferro tra lavoratori e segreterie sindacali sulla svendita dei 314 lavoratori da Vodafone a Comdata. Ieri a Roma si sono svolti i coordinamenti sindacali delle tre sigle confederali al termine dei loro coordinamenti. Alla fine, è venuto fuori che i delegati Rsu di Fistel Cils e Uilcom hanno accettato la trattativa con l’azienda proposta dai vertici confederali, che sostanzialmente accetta la cessione del ramo d’azienda e che era stata bocciata dalle assembee dei lavoratori nei giorni scorsi. Al coordinamento della Slc Cgil, invece, hanno partecipato rappresentanti di 11 sedi sparse in tutt’Italia. I delegati di Bologna e Roma hanno rifiutato di partecipare alla votazione in quanto hanno considerato che la volontà dei lavoratori nella somma dei loro voti è palese. I rappresentanti di Milano hanno votato no. Quelli di Pisa e Catania, hanno votato sì chiedendo ai sindacati di esigere la «clausola sine die», che comporta il fatto che in qualsiasi momento Comdata licenzierà i lavoratori acquisiti da Vodafone, quest’ultima dovrà riassumerli. Gli Rsu di Ivrea, Padova, Napoli, Bologna, Ancona e Palermo hanno votato sì, disattettendo quanto era emerso dalle consultazioni assembleari.
Così, in queste ore i sindacati stanno conducendo al ministero delle attività produttive una trattativa che non viene riconosciuta dalla maggioranza dei lavoratori. «Secondo indiscrezioni – raccontano i lavoratori della sede romana – l’accordo prevederà anche che i 914 lavoratori potranno essere impiegati da Comdata per altre commesse: ecco una conferma del fatto non siamo di fronte alla cessione di un ramo d’azienda ma alla vendita di lavoratori». Oggi l’amministratore delegato di Comdata Fiorenzo Codognotto è stato nella sede Vodafone di Roma, per tessere l’elogio della sua azienda e promettere «colloqui individuali» con tutti. Il testo dell’intesa sindacati-azienda è atteso per le prossime ore. E nei prossimi giorni, i lavoratori si esprimeranno con un referendum.

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