Secondo il ministro per l’attuazione del programma Giulio Santagata, la mediazione finale sul welfare «terrà conto del lavoro fatto in commissione lavoro», Secondo il presidente della camera Fausto Bertinotti, «dovunque si situi l’asticella non sarà tale da produrre un fattore di crisi nella vita del governo». Ma a sentire le indiscrezioni, pare proprio che alla riapertura del dibattito a Montecitorio il testo del protocollo sul welfare sul quale il governo ha operato la propria mediazione [e sul quale metterà la fiducia] cancellerà una delle modifiche apportate al Protocollo del 23 luglio dalla Commissione lavoro. Verrà eliminata la modifica che fissava in 8 mesi il limite per l’unica proroga dei contratti a termine, mentre sui dovrebbe tornare al testo orginario [quello concertato da governo a parti sociali], che attribuisce la delega al presidente del consiglio per una definizione finale dei criteri con sui si individua la platea di chi ha diritto ad andare in pensione in anticipo. Tra le modifiche apportate dalla commissione lavoro resterebbe solo l’abolizione dello staff leasing, insomma, e così il veto di Lamberto Dini, che nei giorni scorsi aveva detto chiaramente che non avrebbe votato un ddl welfare modificato, mettendo a rischio la soppravivenza del governo al passaggio al senato.






