Sono da ieri in assemblea permanente e non hanno intenzione di sciogliere la mobilitazione fino a quando non otterranno risultati concreti. Prosegue a ritmo serrato la protesta degli studenti del conservatorio di Santa Cecilia, che insieme a quelli dell’Accademia delle Belli Arti di Roma e dell’Accademia di Arte Drammatica Silvio D’Amico, chiedono il riconoscimento dei titoli di primo e secondo livello e dei corsi di abilitazione all’insegnamento. Dopo l’occupazione del Conservatorio, avvenuta nei giorni scorsi, e l’incontro insoddisfacente con il sottosegretario al Ministero dell’Università e della Ricerca Nando Dalla Chiesa e con il direttore generale dell’Afam Bruno Civello, hanno deciso di mantenere alto lo stato di agitazione anche nei prossimi giorni. «Rifiutiamo la logica del 3+2 – affermano gli studenti – nei Conservatori e nelle Accademie in quanto questi istituti hanno pratiche e percorsi propri e vedono in questo modo svalutata la loro peculiarità artistica, esattamente come sono stati già svalutati i saperi nelle università italiane. Senza considerare che, dopo otto anni attendiamo ancora i decreti applicativi: ne consegue una totale dequalificazione dei titoli conseguiti, sia nel mondo del lavoro che in quello dell’arte».






