Sono stati licenziati dopo due giorni di sciopero e a pochi giorni da Natale. E oggi sono di nuovo scesi in piazza. Quaranta lavoratori a progetto dell’azienda Ats Net Service e impiegati presso la Gmac [General Motoros], hanno trovato i propri bagde disattivati per essersi astenuti dal lavoro il 6 e del 7 dicembre scorsi. Dopo 13 anni di precariato avevano iniziato un percorso con i sindacati per avviare i processi di stabilizzazione. «A ottobre – spiega Stefano Fusco, segretario generale della Nidil Cgil – avevamo chiesto un incontro con l’Ats [che si occupa dell’impiego di lavoratori a progetto per svariate società multinazionali] e la Gmac. Entrambe hanno rifiutato negando l’esistenza di contratti atipici». Nel frattempo, sei dei 40 lavoratori coinvolti hanno intrapreso un percorso legale nei confronti della Gmac per interposizione di manodopera. «Dopo lo sciopero – continua Fusco–la Gmac ha reciso il contratto con l’Ats per ‘il disservizio arrecato all’azienda’». Venerdì scorso i sindacati sono stati ricevuti dall’assessora Tibaldi per un incontro al quale avrebbero dovuto partecipare le due aziende. «Se l’Ats – afferma Fusco – si è presa l’impegno di trovare un accordo, la Gmac si è rifiutata di prendere parte al tavolo». Gli assessorati al Lavoro di Regione, Provincia e Comune di Roma, dal canto loro, hanno convocato con urgenza un incontro unilaterale e hanno chiesto alla aziende di rendere conto del loro operato.






