Prosegue il lavoro tra il ministro Cesare Damiano, i sindacati di Fim, Fiom e Uilm e Federmeccanica alla ricerca di punti di contatto che consentano al negoziato sul rinnovo del contratto dei metalmeccanici di ripartire. Dopo il giro di ‘consultazioni’ questa mattina, i confronti, che proseguiranno anche per oggi separatamente sono ricominciati alle 17. Sul tavolo ancora il riesame di tutte le questioni aperte: salario, flessibilita’ e parificazione operai e impiegati. La giornata, dunque, appare interlocutoria.
Per la Fiom, comunque, una cosa e’ certa: «Non è allo studio nessuna ipotesi di lodo. Il nostro percorso è di altra natura», spiega il leader Gianni Rinaldini. Quanto a una possibile accelerazione entro domenica [ventilata dalla Fim] Rinaldini puntualizza: «Non mi fascio la testa. Sarebbe bene fare un accordo in tempi brevi, tutti lo vogliono fare. Ma dipenderà dal merito perché se oggi siamo qui vuol dire che le condizioni non ci sono». «Il ministro ha enucleato i punti più delicati della vertenza: i due sabati obbligatori in più chiesti da Federmeccanica e l’utilizzo di due permessi annui. Damiano ha chiesto anche la disponibilità agli industriali a non rendere ultimativa, ma trattabile la loro proposta», aggiunge Rinaldini. Secondo Rinaldini gli scioperi spontanei di questi giorni in tutt’Italia «favoriscono e non compromettono la trattativa perché le aziende devono saper che senza accordo qualcosa cambia e le proteste si fermeranno solo con l’intesa sul rinnovo del contratto».






