«Tutte le organizzazioni sindacali hanno espresso un giudizio molto negativo perché ci sono parti del piano che non convincono come l’eliminazione di attività che bisognerebbe mantenere», ha dichiarato oggi il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, sull’incontro di ieri sera con Air France per la risoluzione della crisi dell’Alitalia.
Secondo Epifani, «il perimetro dell’azienda non è affrontato correttamente e nei fatti le prospettive occupazionali sono molto incerte per migliaia di persone: in modo particolare è incerta la situazione di Napoli, quella di Magliana e in buona misura anche le prospettive di Malpensa. Spero che l’Air France possa riflettere anche tenendo conto delle osservazioni fatte ieri sera e se bisogna fare una trattativa che trattativa sia altrimenti tutto finisce da dove comincia». Durante l’incontro di ieri sono scoppiati scontri tra le forze dell’ordine e i manifestanti, che protestavano davanti alla sede dell’Alitalia.
Il presidente di Alitalia Maurizio Prato ha convocato per domani mattina alle 9 le nove sigle sindacali della compagnia aerea, riunione alla quale potrebbe partecipare anche il numero uno di AirFrance-Klm, Jean-Cyril Spinetta, che ha riconosciuto oggi che «l’accordo è minacciato». I sindacati dovrebbero dare il loro accordo entro il 31 marzo per ultimare l’acquisto di Alitalia da parte di Air France. La proposta francese prevede ufficialmente la soppressione di 1600 posti di lavoro su diecimila, ma secondo i sindacati potrebbe colpire 6600 dipendenti.
Secondo il ministro per la solidarietà sociale Paolo Ferrero, la trattativa deve andare fino in fondo, perché «il problema non è tanto la cifra ma le garanzie sul piano occupazionale». Ma il governo uscente ha già dato il suo accordo per al piano di Air France.






