Dal primo agosto 2006 al trentuno marzo 2008 sono stati ispezionati 42.454 cantieri, per un totale di 67.313 aziende, di queste 38.742 sono risultate irregolari. Il 58 per cento dei cantieri edili, oltre la metà delle aziende controllate, non rispetta le normative sul lavoro. Questo è il preoccupante bilancio comunicato dal ministero del lavoro e della prevvidenza sociale. Numeri che dovrebbero far riflettere su quello che succede all’interno dei cantieri edili [e non solo], dove «fatalità» come infortuni, malattie o morte si susseguono a ritmo costante. «Fatalità», così vengono chiamati gli incidenti; ma non si tratta di disgrazie dettate dal caso, dietro infatti si nasconde un meccanismo basato sul risparmio, capitanato dagli imprenditori, una politica industriale incentrata sul grande profitto al minor prezzo, ben oltre ogni considerazione etica. Le attività imprenditoriali che hanno avuto provvedimenti di sospensione sono state 5.282, di queste solo 2.741 [il 52 per cento] hanno poi regolarizzato la loro posizione. Per il resto, nulla.






