Altissima tensione tra Cgil e Fiom. Dopo la firma del documento unitario sulla proposta di riforma della contrattazione e la sospensione di alcuni dirigenti Fiom della Lombardia, il segretario generale della Cgil. Guglielmo Epifani, ha attaccato chi parla di democrazia a rischio nel sindacato. Intanto, oggi il segretario nazionale della Fiom, Giorgio Cremaschi, ha spiegato che «il contratto nazionale anche se non è cancellato viene parecchio ridimensionato. Non a caso si parte dall’idea, profondamente sbagliata, che i guai ai salari siano legati al troppo contratto nazionale». Insomma, invece di liberare il contratto nazionale dalla concertazione, si punta ora a «liberare la concertazione dal contratto nazionale», nota Cremaschi. E questo avrà conseguenze negative per le piccole aziende e per il lavoro precario: secondo Cremaschi si rompe così la solidarietà tra i lavoratori «a favore di un’aziendalismo che premierà solo una minoranza». «Il miglioramento delle condizioni di reddito dei lavoratori–ha aggiunto–si fa con la crescita della qualità e della competitività delle imprese: ergo, si assume la politica dei due tempi, prima la produttività e poi i salari. Si accetta così lo slogan bipartisan, sostenuto in campagna elettorale sia da Berlusconi sia dal Pd, per cui per distribuire la ricchezza bisogna produrla. Inoltre, il documento non parla mai di redistribuzione della ricchezza…».






