Casa e reddito: i movimenti tornano in piazza

I locali dei padiglioni occupati dell’ospedale Regina Elena non ce l’hanno fatta, ieri pomeriggio, ad ospitare le oltre 400 persone accorse per l’assemblea cittadina promossa dai movimenti di lotta per la casa e dalle reti contro la precarietà. Tema dell’incontro, il lancio di una campagna di mobilitazioni per il diritto alla casa, ma non solo, che faccia i conti con la novità del Campidoglio. A partire dalla difesa degli stabili occupati, i comitati e i centri sociali hanno provato a rovesciare i termini del discorso, individuando i le possibili contraddizioni della giunta Alemanno. Prima fra tutte, la presunta vocazione sociale sulla questione abitativa a fronte del nuovo patto di ferro siglato con i costruttori [Caltagirone docet].

La nuova stagione unitaria dei movimenti di lotta per la casa si è aperta con l’annuncio di una rete cittadina contro sfratti e sgomberi, aperta a tutti, dai movimenti ai comitati. I padiglioni del Regina Elena sono il simbolo vivente di questa emergenza: fonti ben informate parlano di uno sgombero imminente, al massimo entro l’estate. Al posto delle famiglie, dice la direzione dell’ospedale, gli spazi ospiteranno laboratori, ambulatori e residenze per degenti. «Se questi progetti saranno confermati – dicono i comitati – vuol dire che la nostra lotta un risultato l’ha ottenuto. Rimane il problema delle 250 famiglie, precari, migranti, studenti, single, che non possono essere buttati in mezzo alla strada. Su questo punto non faremo nessun passo indietro». Oltre alle prove di resistenza, i movimenti propongono una campagna di censimento «autogestito» di tutti gli immobili sfitti o vuoti, pubblici e privati, della capitale. Una proposta che prova a sostanziare il tavolo della prefettura, inaugurato prima delle elezioni comunali, che ha visto l’apertura di un confronto tra movimenti e associazioni di costruttori. Un percorso a tappe che culminerà il 14 giugno prossimo con un grande corteo cittadino che avrà l’obiettivo di «ridare visibilità all’emergenza abitativa come parte della generale questione della precarietà e dell’assenza di diritti di cittadinanza», hanno annunciato Action, Coordinamento cittadino di lotta per la casa, Comitato obiettivo casa, Asia-Rdb, Blocchi precari metropolitani.

«Dobbiamo rilanciare una vasta rete di movimenti e uno spazio di discussione su diritto alla casa, ambiente e cementificazione–ha detto Luca Fagiano, del Coordinamento di lotta per la casa- Il sindaco deve capire che se vuole parlare di sicurezza deve farlo in termini di diritti sociali»
Il corteo del prossimo 14 giugno «sarà una manifestazione di chi vuole allargare i diritti- ha spiegato Paolo Di Vetta dell’Asia-Rdb – Chiediamo alla nuova amministrazione comunale una risposta chiara sull’emergenza abitativa. Vogliamo ‘regalare’ al prefetto una mappa dei posti sfitti che censiremo nelle prossime settimane, per individuare aree disponibili e aprire una trattativa con il sindaco». Andrea Alzetta, capogruppo della Sinistra arcobaleno in Campidoglio, ha invitato il prefetto di Roma a riconvocare il tavolo con gli enti locali per «chiedere risposte concrete sugli appartamenti sfitti e avanzare soluzioni immediate».

Altro tema caldo dell’assemblea, il probabile inasprimento delle misure di «sicurezza» da parte del Comune nei confronti degli spazi autogestiti. «Non accetteremo sgomberi – ha detto Luca Fagiano – Roma ospita un patrimonio di cultura e socialità che deve essere difeso da qualsiasi attacco pretestuoso». Ma Alemanno, su questo punto, è stato chiarissimo: «Saremo estremamente rigidi – ha annunciato il sindaco–seguendo un unico criterio: quello della legalità. Per questo non dico che tutti i centri sociali vanno chiusi, ma verranno messi davanti ad una scelta chiara: rispettare le altre opinioni politiche e vivere nella legalità».

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